| categoria: editoriale

Violenza alle donne, violenza di Stato

Violenza alle donne? E’ una violenza di Stato. Non ci si può sconvolgere e poi avvilire. Mobilitarsi è giusto. Ma contro chi? Se una parte d’Italia dà segni di squilibrio delle ragioni ci sono, dietro ogni caso violenza che una traccia, un file rouge che ci porta a delle responsabilità dirette e indirette. C’è un tribunale che non ha fatto il suo dovere (quelli dei minori, soprattutto), c’è un assistente sociale che non ha saputo “leggere” la situazione, un medico che non si è assunto delle responsabilità, un poliziotto, un carabiniere che non hanno saputo e potuto agire. In mezzo c’è il soggetto debole, meno garantito. La donna. Il contorno è fornito da una società distratta, abulica, ripiegata su se stessa e pronta ad una solidarietà di facciata a senso unico. Non esistono più i centri di controllo, non esiste più un controllo sociale, una “rete” che impedisca che certe situazioni degenerino. Rivedete mentalmente le mille insulse interviste ai personaggi di sfondo di ogni fattaccio: quella famiglia era perbene, non aveva dato segni di anormalità, la vittima è sempre una brava persona, ma lo è anche il carnefice. Ma facciamo un passo indietro. E sfioriamo l’argomento “leggi”. Se ne invocano di sempre più dure, ma in realtà non si rendono veramente operative quelle esistenti. Leggi groviera, nelle quali c’è sempre modo di trovare via d’uscita, di tutelare i colpevoli, umiliando le vittime. Leggi non credibili, applicate solo parzialmente. E che costringono le forze dell’ordine a rimanere praticamente fermi. Uno stalker ha vita facile, un soggetto a rischio, talmente a rischio da collezionare tso, trattamenti sanitari obbligatori di contenimento, può essere lasciato libero di colpire? Non deve essere controllato, monitorato? Lo stalker può essere colpito solo dopo l’irreparabile? Le denunce di violenze, gli appelli alle forze dell’ordine di madri disperate possono rimanere appesi al nulla? Ragioni di organico? Ragioni di opportunità, vincoli di legge? Tutto l’insieme si mischia in un cocktail esplosivo e fa danni irreparabili. E’ il sistema che è fasullo, imbarazzante. Si potrebbe scherzare su uno Stato incapace di difendere i cittadini e orientato a prendersela con le vittime, con i più deboli. Ma ci sono i morti, quasi sempre di sesso femminile. Vittime di una violenza di Stato

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