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Tocca le nostre case e sei morta”. Minacce al commissario del Comune di Licata

brandaraAntonio Fiasconaro

La minaccia è di quelle da far tremare le vene ai polsi a ricerverla è stata Maria Grazia Brandara, 61 anni, commissario straordinario del Comune di Licata, grosso centro in provincia di Agrigento.

«Rischiati a toccare le nostre case e sei morta, ti sgozziamo viva, fai una sola cosa contro di noi e ti scanniamo. Ti seguiamo e ti controlliamo a vista». E’ il messaggio intimidatorio, che si chiude con la foto di una cassa da morto vuota, fatto arrivare al commissario che, com’è noto, il governo Crocetta ha nominato ed inviato a Licata all’indomani delle dimissioni del sindaco antiabusivismo Angelo Cambiano, sfiduciato dal consiglio comunale.

La Brandara che ha denunciato la gravissima intimidazione non è nuova del Comune di Licata, infatti, ha già guidato l’ente locale, sempre da commissario dal dicembre 2014 al giugno 2015. Tra l’altro è stata lei, nelle funzioni di commissario a stanziare i fondi per le demolizioni delle case abusive.

Ed ancora il messaggio intimidatorio prosegue con questo tono di minacce: «Sappiamo dove abiti a Palermo in via… e dove abiti a Naro, grandissima…tornatene al tuo paese scappa fino a che sei in tempo quando meno te l’aspetti ti spariamo. La cassa è già pronta».

Raggiunta telefonicamente dall’agenzia di stampa AdnKronos, la dottoressa Maria Grazia Brandara ha dichiarato: «Sono sconvolta per questa lettera di minacce che ho ricevuto in cui mi si dice che se riprendo le demolizioni mi uccidono. Per la prima volta ho tanta, tanta paura. Ma le demolizioni non si fermeranno. Provo due grandi sentimenti contrastanti – aggiunge il commissario straordinario – intanto, rivendico il diritto di avere paura, dopo quarant’anni di attività politico-amministrativa, stavolta ho veramente tanta paura, perché nella lettera ricevuta c’era pure il mio indirizzo privato di casa a Palermo. Un indirizzo che hanno solo in pochi. Questa è una cosa che mi fa paura. Per la prima volta mi viene voglia di mollare tutto – ha aggiunto -. Io non ho mariti o figli, ho solo un fratello con problemi di salute, perché gli altri due fratelli mi sono morti per malattia. E non posso vivere con questa paura di essere uccisa. Provo anche tanta rabbia. Io sono voluta tornare a Licata a fare il commissario straordinario per amore di questa città. Le demolizioni si devono fare senza se e senza ma. Lo Stato c’è e mi è vicino».

Non è la prima volta che Maria Grazia Brandara è oggetto di lettere minatorie. Già nel luglio 2016, nella sua carica di commissario straordinario dell’Irsap, aveva ricevuto un altro messaggio intimidatorio con allegate due cartucce di fucile.

Licata, comune agrigentino di 38 mila abitanti, negli ultimi anni ha fatto notizia per le tante case abusive, pare siano 17 mila immobili. Il sindaco Cambiano voleva attuare i decreti di demolizione ma ha sollevato l’ira di migliaia di suoi concittadini e ha subito minacce. Brandara , ex democristiana eletta all’Ars con la Casa delle Libertà – Cuffaro Presidente, ora vicina al governatore Rosario Crocetta, impiegata dell’agenzia delle entrate a Catania, è stata anche consigliere provinciale e sindaco di Naro.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione, Rosario Crocetta: La lettera di minacce ricevuta da Maria Grazia Brandara non è soltanto terrificante, ma rappresenta una concreta minaccia alla vita dell’attuale commissario del comune di Licata – ha detto il governatore -. E’ stata proprio Maria Grazia Brandara – continua il presidente – nel periodo precedente all’elezione del sindaco a mettere in bilancio le risorse finanziarie necessarie a potere consentire le demolizioni delle abitazioni abusive. Demolizioni che sono obbligatorie per legge. Un amministratore non può che rispettare la legge, se non lo facesse commetterebbe reato. Temo seriamente per la la vita del commissario. Sono convinto che le istituzioni agrigentine – aggiunge – sapranno intervenire con tempestività, per mettere in campo azioni concrete per la tutela di una persona che ha fatto della legalità una una scelta di vita. Per quel che mi riguarda a Maria Grazia e a quanti vogliono perseguire la linea della legalità non mancherà mai il sostegno del governo regionale e la mia personale e concreta vicinanza».

Intanto la Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo sulle minacce di morte arrivate al commissario straordinario. Le indagini sono state aperte sia sotto il profilo investigativo che della sicurezza di Maria Grazia Brandara, che ha già incontrato il Questore e il Prefetto della città dei Templi.

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