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Cusani contro Cusani, quel pasticciaccio brutto di Sperlonga

CUSANIZ La legge è rispettata nei dettagli e nelle pieghe, il buon senso comune, la logica e l’opportunità e la decenza politica sono calpestati tutti insieme e senza pietà. Un amministratore sottoposto alla misura di prevenzione dell’obbligo di firma può comunque esercitare la funzione pubblica? La risposta è sì, la legge Severino lo consente, e il sindaco di Sperlonga Armando Cusani, scarcerato di recente ma con l’obbligo di firma presso la caserma dei carabinieri del paese, è potuto rientrare in Comune dalla porta principale tornando ad occupare la poltrona più importantee, quella ricevuta per mandato popolare nelle ultime elezioni amministrative di Sperlonga nel 2016. Punto, non si discute. La sospensione temporanea dall’incarico è prevista dalla legge Severino in caso di condanne ad almeno due anni, oppure in caso di applicazione di misure di custodia cautelare, e in questo caso vale per la durata della misura. Armando Cusani è incorso in entrambe le fattispecie: era stato sospeso dal prefetto D’Acunto dalla carica di Presidente della Provincia e da quella di consigliere comunale di Sperlonga, in ossequio alla legge Severino perché condannato per la vicenda dell’Hotel Tiberio, cui si era aggiunta poi anche la condanna per il caso di una vigilessa rimossa dall’incarico. Trascorso il periodo di sospensione, Cusani era tornato a candidarsi alle elezioni dello scorso anno riuscendo ad essere nuovamente eletto sindaco, ma nel gennaio scorso erano scattate le misure dell’operazione Tiberio e Armando Cusani era finito in carcere. Nuova sospensione dalla carica. Fin qui la storia, Ma si può accettare serenamente quello che sta accadendo?. E’ ovvio, Armando Cusani si prende quella che potrebbe essere definita la sua rivincita. Ma probabilmente manca di rispetto ai suoi cittadini, avrebbe fatto meglio a restare defilato in attesa degli sviluppi giudiziari che lo vedono presente a tutte le udienze del processo al tribunale di Latina..Il suo diventa un caso da manuale giuridico. La legge è fredda. Incongruente. Cusani torna ad esercitare la funzione di primo cittadino in una pubblica amministrazione che si è costituita parte civile nel processo a suo carico per la vicenda che lo aveva trascinato recentemente in carcere, ed anche nel processo per la lottizzazione abusiva contestata per l’Hotel Tiberio. In sostanza lui è a capo di una amministrazione che in tribunale chiederà la sua condanna e il risarcimento dei danni. Cusani contro Cusani. Un paradosso imbarazzante

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