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Duello a distanza sul rilancio di Roma. Calenda provoca la Raggi

3271860_1345_raggicalenda_jpg_pagespeed_ce_ihRVRCCB5W«Ho chiamato tre giorni fa il sindaco, non mi ha risposto e ancora aspetto di essere richiamato. Capisco che è piuttosto impegnata su altre cose, ma delle due l’una: se entro lunedì non ho ancora una conferma della data per l’incontro, io l’incontro lo sconvoco il tavolo. Parlare di Roma senza il sindaco mi pare naif. Che devo fare mandare un telegramma?». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, parlando del tavolo sul rilancio economico di Roma.
“Sono per dare il benvenuto agli investitori internazionali – ha aggiunto – Dobbiamo piantarla di dire che l’Italia non attrae investimenti esteri e poi dire che chi arriva va cacciato fuori della porta. È una schizofrenia tutta italica. Ma chi viene deve sapere che ci sono regole da rispettare e se non lo fa, il governo reagisce. Il golden power «è trasparente, non si applica a uno sì uno no, vale per tutti».

«Non penso che in qualche forza politica romana ci sia la tentazione di aspettare che passi il cadavere. Lo trovo una cosa fessa, perché alla fine è il cadavere di Roma», ha poi aggiunto il ministro dello Sviluppo economico descrivendo le difficoltà nel contattare il sindaco di Roma. Lo studio sull’economia romana e il tavolo che il Mise vorrebbe convocare su sollecitazione dei sindacati e delle associazioni industriali non sono fatti «per dire se il sindaco sta governando bene o male Roma. I problemi di Roma vengono da più indietro. Non c’è nessun intento di attribuire responsabilità. Poi si è sollevata la solita cagnara politica e così ti passa anche la voglia di farlo».

Un tavolo su Roma serve e va fatto, a prescindere dalla presenza o meno del sindaco, «che pure auspichiamo fortemente. Ognuno deve assumersi le sue responsabilità». È la posizione di Unindustria, sottolineata oggi dal presidente, Filippo Tortoriello, nel corso del convegno ‘Crescita vs crisì, in cui il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha minacciato di disdire l’appuntamento con sindacati, imprese e istituzioni locali se Raggi non si renderà disponibile a breve. Tortoriello ha proposto di nominare un commissario da hoc, come è stato fatto per Expo, per gestire «in modo immediato e veloce» i fondi pari a 2,6 miliardi destinati dal Patto per il Lazio tra Matteo Renzi e Nicola Zingaretti al rilancio del territorio.

«Mi auguro che sia soltanto un problema di mancata comunicazione perché c’è davvero bisogno di rimettere in piedi Roma». Lo afferma all’agenzia Adnkronos il presidente dei costruttori del Lazio, Stefano Petrucci. «Questo tavolo è un’occasione da non perdere per mettere insieme istituzioni e forze sociali – sottolinea Petrucci – e quella del
ministro Calenda mi sembra un’ottima iniziativa. Se davvero la sindaca Raggi non intende rispondere al ministro sarebbe una cosa assurda che mi lascerebbe sconcertato». Sull’amministrazione capitolina a guida 5 Stelle, il giudizio del presidente di Ance Lazio è negativo: «Caliamo un velo pietoso – conclude Petrucci – Roma non può essere abbandonata in questo modo, è la capitale d’Italia e per questo dobbiamo

«Alla preoccupante disputa sul bilancio comunale avvenuto tra la sindaca Raggi e l’Oref, ora si aggiungono le parole del ministro Calenda che rendono l’immagine di una Capitale acefala. Ma cosa accade? La sensazione è che la Sindaca e la Giunta abbiano perso del tutto il controllo della situazione e fuggano addirittura il confronto istituzionale. L’immagine è quella di un gruppo di persone con l’acqua alla gola per chiara incapacità e che reagisce in maniera sconsiderata pur di non doversi confrontare con le proprie responsabilità.» Lo afferma Andrea Romano, parlamentare Pd.

«Non ci meravigliamo che la sindaca Raggi rifiuti qualunque forma di collaborazione, evidentemente è quanto le hanno detto di fare dalla Casaleggio Associati». Lo afferma il capogruppo della lista Marchini in Campidoglio, Alessandro Onorato. «Se l’iniziativa di Calenda serve a dotare Roma di maggiori poteri allora ben venga – aggiunge Onorato – nel frattempo però perché non ha fatto nulla per bloccare l’esodo di grandi gruppi imprenditoriali che hanno lasciato la Capitale per spostarsi a Milano?».

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