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Strage a Las Vegas, chi era Paddock

Stephen Paddock, 64 anni, l’autore della strage a Las Vegas, non aveva precedenti, a parte alcune violazioni stradali minori e una causa intentata ad un casinò nel 2014. Lo ha riferito la polizia, ribadendo che il movente rimane ignoto. Paddock aveva fatto causa al Cosmopolitan hotel e casinò di Las Vegas. I dettagli non sono per ora disponibili ma gli atti mostrano che fu intentata per “negligenza/responsabilità della proprieta”. L’azione legale fu respinta senza possibiltà di appello e le parti raggiunsero un accordo tramite un arbitrato.
Era una vita di un tranquillo, e benestante, pensionato quella di Paddock. Dal 2013 infatti era proprietario di una casa in un complesso residenziale per over 55 a Mesquite, alle porte di Las Vegas, in Nevada, ma è emerso anche che fino al 2015 era proprietario di una casa, sempre in un complesso residenziale per anziani, in Florida. Erano frequenti le sue puntate nella città mecca del divertimento e del gioco d’azzardo, dove trascorreva giorni negli alberghi per giocare al casinò. E per assistere ai tanti concerti che offre la città che non dorme mai. Ed, elemento quanto mai inquietante, ma forse utile agli inquirenti per risolvere quello che al momento appare come l’enigma del movente di questo massacro, Paddock amava la musica country, proprio quella che veniva celebrata la notte scorsa sul palco del festival contro il quale ha scatenato un inferno di fuoco.

Amava anche volare, aveva un brevetto da pilota e possedeva due aerei, a riprova del fatto che fosse benestante. Ed aveva richiesto un licenza di caccia in Alaska. Possedeva delle armi, registrate, ma, afferma il il fratello di Paddock, «non era assolutamente un fissato delle armi». «Dove diavolo ha preso quei fucili automatici?», ha detto ancora Eric Paddock spiegando che il fratello non aveva «nessuna formazione militare o cose del genere». «Era solo un tizio che viveva a Mesquite, prendeva la macchina per andare a giocare a Las Vegas, fare delle cose, mangiare i burrito», ha aggiunto, spiegando che non aveva «nessuna particolare convinzione religiosa, politica».

Il padre di Stephen Paddock, Benjamin Hoskins Paddock, era un rapinatore di banche che finì nella lista degli Fbi Most Wanted nel 1969 quando evase dalla prigione federale del Texas mentre scontava una pena di 20 anni. Rimase poi nella lista per otto anni e quando l’agenzia federale aveva perso le speranze di trovarlo e l’aveva tolto dalla lista fu catturato, nel 1978, fuori da un sala di bingo dell’Oregon. L’agenzia segnalava che il ricercato era stato diagnosticato come «psicopatico» ed aveva possibili «tendenze suicide». Sarebbe stato lo stesso fratello dell’autore del massacro di Las Vegas a ricordare ai giornalisti la storia del padre rapinatore, secondo quanto ha riportato Nbc News. Intanto emergono altri elementi del profilo di Paddock che aveva iniziato a lavorare negli anni ottanta alla Lockheed Martin alla fine degli anni ottanta come revisore dei conti, ma poi dopo tre anni aveva lasciato il lavoro per gestire dei complessi di appartamenti che possedeva insieme alla madre in diversi stati. Secondo i documenti del catasto del Nevada, la casa di Mesquite dove viveva con la compagna Marilou Danley valeva 400mila dollari.

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