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La Raggi va dal ministro Calenda: “Ci siamo chiariti”

Primo incontro, di disgelo, tra il Comune e il ministero dello Sviluppo Economico. La sindaca Virginia Raggi – accompagnata dall’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti, il delegato al Personale Antonio De Santis e il direttore generale Franco Giampaoletti – è andata al ministero dello Sviluppo economico per incontrare Carlo Calenda. Sul piatto le tensioni di questi giorni sul tavolo per il rilancio della Capitale in programma il 17 ottobre.
Uscendo dal ministero la sindaca Raggi ha spiegato: «È andata bene, ci siamo chiariti. I rispettivi tecnici hanno avuto modo di conoscersi e stanno lavorando insieme. Si incontreranno la prossima settimana in vista del tavolo del 17».di Simone Canettieri

Primo incontro, di disgelo, tra il Comune e il ministero dello Sviluppo Economico. La sindaca Virginia Raggi – accompagnata dall’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti, il delegato al Personale Antonio De Santis e il direttore generale Franco Giampaoletti – è andata al ministero dello Sviluppo economico per incontrare Carlo Calenda. Sul piatto le tensioni di questi giorni sul tavolo per il rilancio della Capitale in programma il 17 ottobre.

Uscendo dal ministero la sindaca Raggi ha spiegato: «È andata bene, ci siamo chiariti. I rispettivi tecnici hanno avuto modo di conoscersi e stanno lavorando insieme. Si incontreranno la prossima settimana in vista del tavolo del 17».

L’interlocuzione finora tra il ministro e la grillina è stata molto complessa. L’esponente del governo ha bollato come sconclusionate le lettere ricevute in questi giorni dal Campidoglio sulle soluzioni da portare al tavolo. Al punto di lanciare ieri a Raggi un ultimatum: 48 ore per un chiarimento o sarebbe saltato tutto.

Poi oggi il faccia a faccia: da una parte la riunione tecnica, dall’altra il caffè della pace, o meglio della tregua, tra sindaca e ministro. Sullo sfondo rimangono i timori dei grillini di non farsi commissariare dal Governo ma la consapevolezza di non poter continuare a contraddistinguersi come quelli che dicono sempre di no.

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