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IL PUNTO/ La nuova “geografia” del parlamento regionale siciliano, i deputati scendono a 70

Musumeci e Crocetta

Musumeci e Crocetta

Antonio Fiasconaro
A meno di un mese dalle elezioni in Sicilia, si voterà com’è noto domenica 5 novembre – urne aperte dalle 8 alle 22 e lo spoglio lunedì 6 novembre a partire dalle 8 – la Regione ha stilato la ripartizione dei seggi spettanti ai collegi provinciali, in proporzione alla popolazione: in pratica la ripartizione della ”geografia” del nuovo Parlamento Siciliano. La provincia di Agrigento manderà sugli scranni di Sala d’Ercole all’Ars 6 deputati, Caltanissetta 3, Catania 13, Enna 2, Messina 8, Palermo 16, Ragusa 4, Siracusa 5, Trapani 5. In totale 62 deputati. Saliranno all’Ars poi il candidato presidente della Regione vincitore, con i sei candidati del suo listino e il candidato governatore giunto secondo. Da quest’anno i deputati regionali saranno 70 invece di 90.
Intanto rientra in parte il sereno nel centrodestra. Il Movimento dei “Sicilianindignati” sarà presente alle elezioni con suoi candidati ed aderenti nelle Province di Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Ragusa, Agrigento e Trapani inseriti nelle liste di Forza Italia.
Per i collegi di Caltanissetta ed Enna, dove le liste hanno un numero di candidati assai limitato, saranno indicati quelli con i quali e’ concordato il sostegno. Per il Collegio di Palermo sarà candidato Pietro Garonna, teologo, segretario politico del coordinatore del movimento Gaetano Armao.
Il leader di “Sicilianindignati” designato vicepresidente della coalizione di centrodestra e assessore all’economia e alla programmazione svolgerà la campagna elettorale su tutto il territorio regionale a sostegno della coalizione guidata da Nello Musumeci.
«Il leader di Sicilianindignati, designato vicepresidente della coalizione di centrodestra ed assessore all’Economia ed alla programmazione svolgerá la campagna elettorale su tutto il territorio regionale a sostegno della coalizione guidata da Nello Musumeci, dopo aver chiarito in conferenza stampa, le ragioni dell’impegno elettorale», si legge in una nota.
Il candidato del centrodestra, Nello Musumeci è intervenuto sulle ultime polemiche legate al non inserimento nel listino del prof. Gaetano Armao. «Negli ultimi giorni non ho letto i giornali. Sono abituato di tanto in tanto a rispondere alle mail che decine di migliaia di siciliani, non tutti amici miei, sodali o sostenitori, scrivono sulla mia pagina Facebook e lo faccio personalmente, non delego a nessuno – ha detto Musumeci -. Ho saputo di qualche fibrillazione, però non sempre gli interessi dei singoli coincidono con gli interessi diffusi e legittimi dei cittadini. Ho grande rispetto per le ambizioni di ciascuno: è il presidente designato che deve agire dopo aver ascoltato tutti ma alla fine è lui che decide, con tutte le responsabilità del caso. Armao è stato da me designato vicepresidente – ha continuato – e abbiamo anche parlato di alcune deleghe ma con me personalmente non ha mai parlato di listino. Quello che ho fatto è frutto di una mia scelta dopo aver consultato i segretari regionali di tutte le forze politiche. Spero che adesso non ci siano piu’ polemiche, non voglio piu’ leggerne sui giornali, voglio una squadra compatta che voglia davvero vincere e che non pensi soltanto a conquistare seggi magari per condizionare l’operato del presidente. Dobbiamo cambiare musica. Spero che il messaggio sia recepito da tutti».
Musumeci ha insistito sulle liste pulite: «La questione delle liste pulite non appartiene solo al centrodestra ma alla politica siciliana, più che del resto d’Italia. E non riguarda solo le liste per il parlamento regionale ma anche le liste per i consigli provinciali e comunali. Che dal ’46 in poi una parte della politica sia stata contigua ad ambienti malavitosi o criminali o mafiosi è fin troppo noto ed evidente. Si tratta quasi di una tara genetica. Ricordo a me stesso – aggiunge – che, non nel secolo scorso ma appena un decennio fa, un candidato governatore, benché coinvolto in una seria vicenda giudiziaria, è stato eletto con oltre un milione di preferenze. Sono stato il primo candidato alla presidenza della Regione Siciliana ad avere posto un problema serio, e non l’ho posto soltanto per la mia coalizione ma per la politica in generale. Quando parlo di liste pulite – sottolinea Musumeci – non mi riferisco a fatti di rilevanza penale perché a quelli ci pensa la legge dello Stato e la legge Severino: tutti i candidati lo sono nel rispetto della legge, su questo voglio essere chiaro. Il problema e’ di carattere etico e di opportunita’ politica. Come dice il protocollo della commissione nazionale Antimafia, votato dal Pd e dai Cinque Stelle, sul piano etico non esistono poteri sanzionatori, esiste soltanto una piu’ o meno alta o bassa responsabilita’ da parte di chi compila le liste, cioe’ dei partiti».
Altra notizia è quella relativa al Megafono di Rosario Crocetta, presidente della Regione uscente. Non ci sarà la lista Megafono di Rosario Crocetta tra le liste del centrosinistra. E’ quanto deciso dopo un vertice nella sede del Pd di Palermo alla presenza del governatore Crocetta e del segretario regionale Fausto Raciti. Una decisione che ha tenuto in fibrillazione la coalizione. Il Megafono confluirà nella Lista del presidente a sostegno di Fabrizio Micari.
Quindi Crocetta non sarà capolista della lista di Micari a Palermo. «Non mi sembra opportuno – dice il presidente uscente – Palermo è la città di Micari, ritengo che qui dovrebbe essere lui capolista. Anzi glielo ho proposto. Dove sarò candidato io? Sarò candidato poi vedremo dove».

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