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Legge elettorale alla Camera, il governo pone la fiducia. Bagarre in Aula

8f76ce780991c08e7151bdfe1861805e8f76ce780991c08e7151bdfe1861805eIl governo pone nell’Aula della Camera la questione di fiducia sulla riforma della legge elettorale. Lo ha comunicato all’Assemblea di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro mentre si scatenava la bagarre dell’Aula. Mentre i deputati di maggioranza restavano immobili, quelli di M5S hanno urlato sventolando le copie del regolamento di Montecitorio: uno di questi volumi è stato lanciato al centro dell’Emiciclo da Danilo Toninelli di M5S mentre i suoi colleghi gridavano e fischiavano e Carla Ruocco sbatteva sul banco la ‘ribaltina’ di legno, per fare rumore. All’estrema sinistra, stesse urla, con i deputati MDP e Si tutti in piedi a battere sui banchi in segno di protesta. Dal banco della commissione Ignazio La Russa (Fdi) ha alzato un cartello con la scritta “Hablamos”, parliamo, leitmotiv della campagna unionista della Catalogna.

Dopo l’appello del Pd al premier Paolo Gentiloni per l’apposizione della fiducia sul provvedimento, una posizione bollata come “eversiva” dal Movimento cinque stelle, era intervenuto il Quirinale. Il presidente della Repubblica pur non esprimendo, ovviamente, valutazioni nel merito del testo in esame in Parlamento o di scelte diverse in materia e neppure sull’ipotesi di voto di fiducia che attiene al rapporto Parlamento-Governo – è quanto trapela dal Colle – continua a considerare positivo l’impegno in Parlamento per giungere a una nuova legge elettorale, auspicando che questo avvenga con ampio consenso.
“Dopo la riunione di maggioranza – dice all’Ansa il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato – ho telefonato al premier Paolo Gentiloni riferendo che la valutazione della maggioranza sarebbe che è opportuna la fiducia perché il testo è frutto di un faticoso equilibrio tra maggioranza e opposizione e sottoporlo ai voti segreti metterebbe in difficoltà il complesso del testo”. “Si scherza col fuoco”, è l’immediata replica al vetriolo di Mdp.Immediata la replica degli altri partiti che hanno appoggiato il Rosatellum. “Non voteremo la fiducia ma diremo sì alla legge”, fa sapere la Lega. Forza Italia “voterà sì alla legge, pur non partecipando, ovviamente, alla votazione sulla fiducia”, fa sapere Renato Brunetta.
Per il Movimento cinque stelle “se il governo dovesse porre la fiducia sul Rosatellum sarebbe un atto eversivo contro la democrazia, la libertà del voto e la sovranità dei cittadini. Il tutto con la complicità di Lega e Forza Italia che, sulla carta, sono all’opposizione, ma che fanno parte di questo grande e vergognoso inciucio contro i cittadini”. Due manifestazioni di piazza davanti Montecitorio, una decisa per domani e l’altra per giovedì: è la mobilitazione del M5s contro il Rosatellum e la fiducia alla legge elettorale, decisa in occasione dell’assemblea del parlamentari convocata per decidere il da farsi. Al vaglio di una nuova assemblea dovrebbe andare invece la proposta di portare la mobilitazione di piazza anche davanti il Quirinale.”La fiducia è uno strumento regolamentare che noi utilizziamo contro un’altro strumento regolamentare, arcaico e assurdo, come il voto segreto. Che sia una fiducia tecnica lo dimostra la reazione di Fi e Lega”, spiega poi Rosato tornando sulla questione in Trasatlantico.”Non so come andrà a finire con la legge elettorale ma il combinato disposto tra i collegi molto grandi del Consultellum – ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando – e il problema della trasparenza dei finanziamenti rischia di essere esplosivo: c’è il rischio di una disparità e di una distorsione del sistema democratico”.

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