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Denise Pipitone, la Procura riapre il caso: si cerca Dna nelle impronte

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La Procura di Marsala ha inviato ai carabinieri di Messina le impronte rilevate dagli investigatori, in vari luoghi e su diverse auto, dopo la scomparsa, a Mazara del Vallo l’1 settembre 2004, della piccola Denise Pipitone. Grazie ad alcune nuove metodologie è possibile rilevare tracce di Dna anche dalle impronte digitali. Questi accertamenti mirano a verificare la possibile presenza di Denise in qualche luogo o su qualche auto dopo il sequestro.

Il legale e Piera Maggio avevano chiesto, già la scorsa primavera, accertamenti su alcune impronte, mentre la Procura ha esteso l’esame su tutte le impronte a suo tempo rilevate. Intanto, la madre di Denise, tra le tante segnalazioni che le sono giunte in questi anni, ha ricevuto la foto di una bimba che ha una forte rassomiglianza con Denise: “In quest’immagine – dice – potrebbe avere otto anni. Non m’illudo ma non perdo la speranza”.

Denise oggi avrebbe 17 anni. Il mistero sulla sua scomparsa rimane intatto dalle 12 di quell’1 settembre, quando della bambina che stava giovando sul marciapiede vicino alla sua abitazione, a Mazara del Vallo, non si trovarono più tracce.

L’unica imputata nel processo, che si è concluso in Cassazione il 19 aprile, era la sorellastra Jessica Pulizzi, nel 2004 minorenne. La suprema corte ha confermato l’assoluzione nei due gradi di giudizio, pronunciata dal tribunale di Marsala e dalla corte d’appello di Palermo. Un secondo imputato, il fidanzato di Jessica, l’italo-tunisino Gaspare Chaleb, era accusato di false dichiarazioni al pm, ma uscì presto dal processo per la prescrizione del reato.

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