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California in fiamme, 21 morti e oltre 500 dispersi

E’ salito ad almeno 21 il bilancio delle vittime degli incendi che nel nord della California stanno devastando otto contee tra cui Napa e Sonoma

Aumenta il numero dei dispersi nel nord della California divorato dalle fiamme. Secondo le autorità sono oltre 500 le persone di cui non si hanno notizie. E iniziano ad emergere anche le storie delle vittime, come Charles e Sara Rippey, una coppia di 100 e 98 anni che ha trascorso una vita insieme e insieme è morta tra le fiamme della propria casa a Napa.

Centinaia di ustionati e intossicati, oltre 20 mila evacuate (tra cui centinaia di pazienti di ospedali) e più di 3.500 strutture distrutte tra case, resort e aziende vinicole. Un bilancio provvisorio che secondo le autorità è destinato a peggiorare. Il governatore democratico Jerry Brown ha già dichiarato lo stato di emergenza in sette contee e chiesto l’aiuto federale a Donald Trump, di cui è un fiero oppositore.

La situazione “è di tale gravità e ampiezza che una risposta efficace è oltre le capacità dello Stato e dei governi locali colpiti”, ha ammesso, invocando l’assistenza da Washington. Il presidente lo ha chiamato al telefono per garantirgli gli aiuti richiesti in questa “terribile tragedia” e Brown ha apprezzato la sua risposta rapida. Mai come ora il fuoco aveva danneggiato in modo così devastante le due contee vinicole, che con i loro 100 mila acri di viti ed oltre 650 case vinicole producono circa il 13% di tutto il vino californiano ma ben di più se si guarda solo alle bottiglie di qualità. Un’industria che genera ogni anno più di 55 miliardi di dollari in California. I danni quindi potrebbero essere ingenti, soprattutto se i roghi dovessero continuare nei prossimi giorni. Senza contare l’indotto legato al turismo, trainato spesso da visite e degustazioni alle cantine locali. Le previsioni meteo sono incoraggianti perché indicano una diminuzione della forza dei venti e delle temperature che finora, complice la mancanza di umidità, hanno alimentato le fiamme. Ma attualmente i vigili del fuoco e i soccorritori stanno ingaggiando una dura battaglia per contenere i roghi ed evacuare gli abitanti. “Tutto è incenerito e avvolto dal fumo”, racconta un testimone in tv togliendosi la mascherina. “Sembra il giudizio universale”, gli fa eco un altro, di fronte a scene che sembrano apocalittiche, tra alberi che bruciano come torce e una pioggia di cenere. Eppure la California è abituata agli incendi tra fine settembre e inizio ottobre, quando il clima si fa secco e arrivano venti forti, conosciuti come venti del nord o venti del diavolo. Ma negli ultimi anni il numero dei roghi sta aumentando, anche in altri stati dell’ovest, dove sono bruciati complessivamente oltre 8 milioni di acri, rilanciando gli interrogativi sul cambiamento climatico e nello stesso tempo anche sulle capacita’ di prevenire e gestire calamità naturali ormai annunciate. Colpisce infatti che una delle zone più ricche, creative e progressiste del pianeta, a due passi da San Francisco e dalla Silicon Valley, debba fare ogni anno i conti con disastri del genere, senza riuscire a ridurre il bilancio dei danni e dei morti

Facebook donerà un milione di dollari ad organizzazioni locali per la ricostruzione dopo l’ondata di incendi. Lo ha reso noto il fondatore del social network, Mark Zuckerberg, in un post. Facebook ha attivato il Safety Check, lo strumento del social con cui si può far sapere agli amici che si sta bene, per 14 diversi incendi, ha spiegato Zuckerberg.

In funzione anche il Community Help, che permette di ricevere e offrire cibo, alloggio e altri tipi d’aiuto. Un sostegno economico arriverà anche da Apple, altro colosso tecnologico con sede in California. “I nostri pensieri sono con gli amici e i vicini della Bay Area”, ha scritto l’amministratore delegato Tim Cook su Twitter, aggiungendo che “Apple sta donando per aiutare le operazioni di soccorso”

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