| categoria: sanità

Allergie alimentari, quella alle pesche causa principale nel Sud Italia con il 9,5% di incidenza

pesca_bivonaAntonio Fiasconaro

Alzi la mano a chi non è mai capitato, durante un pranzo o una cena in casa o al ristorante, sentirsi dire «no grazie, non mangio la pesca perché sono allergico».Comunemente la chiamiamo allergia alla pesca, per rendere l’idea di cosa si possa celare dietro quel frutto in un soggetto che non è tollerante, ma dietro a quella che si configura come la principale causa di allergia alimentare primaria negli adulti dei paesi dell’area Mediterranea, con una prevalenza del 9.5% nel Sud Italia, si nasconde una famiglia di proteine con caratteristiche particolari: le “nsLTP” (Non Specific Lipid Transfer Protein).Ad analizzare questa allergia è Riccardo Asero, presidente eletto dell’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali Ospedalieri che, in questi giorni celebra a Palermo, fino a sabato 14 ottobre, il Congresso nazionale degli Allergologi.

«E’ proprio la struttura di questa proteina a renderla un allergene in grado di causare reazioni allergiche severe, fino all’anafilassi. La sua pericolosità è che oltre che nella buccia della pesca, dove è prevalente, si può trovare in uno spettro assai ampio di alimenti, anche botanicamente non correlati tra loro, al punto da potere essere considerata a pieno titolo un panallergene».

Le allergie alimentari sono un reazione avversa all’esposizione a un determinato alimento, per contatto o ingestione, che attiva la risposta del sistema immunitario. In molti casi, questo tipo di allergia è conseguente alla cross-reattività tra alcuni allergeni pollinici e proteine presenti negli alimenti vegetali.

Nel corso dei lavori della kermesse scientifica, puntando l’obiettivo sulle allergie alimentari, gli esperti hanno sottolineato che «le nsLTP (Proteine di trasporto dei lipidi) sono proteine contenute in molti alimenti vegetali, soprattutto nella buccia di pesche, mele, albicocche, ciliegie, ma anche in molti altri alimenti. Sono la causa più frequente di allergia alimentare primaria in Italia e nei paesi mediterranei e possono causare reazioni allergiche molto gravi, fino all’anafilassi. Le LTP hanno una elevata stabilità alla temperatura e alla digestione peptica».

Un’altra peculiarità della sensibilizzazione alla nsLTP è il fatto che lo spettro delle manifestazioni cliniche indotte dall’ingestione di alimenti contenenti tale proteina è assai variabile, potendo oscillare dalla completa assenza di sintomi fino allo shock anafilattico, passando attraverso la sindrome orale allergica, l’orticaria da contatto, l’asma, l’orticaria e angioedema, e l’anafilassi che a volte può anche essere scatenata da sforzo fisico dopo l’ingestione dell’alimento o dalla contemporanea assunzione di alcolici e/o da farmaci antinfiammatori.

«L’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriale Ospedalieri – spiega Antonino Musarra, presidente dell’AAIITO – ha avvertito la necessità di sopperire ad un vuoto legato alla assenza di linee guida internazionali e nazionali sull’argomento stilando un documento che, pur non rappresentando una linea guida in senso stretto a causa della totale assenza in letteratura di studi controllati sull’argomento, ha come obiettivo quello di suggerire delle linee di indirizzo clinico basandosi su un consenso di esperti della materia”

In altri casi l’allergia alimentare è primaria; fra queste, al primo posto spiccano quelle da alimenti vegetali 72% (frutta, frutta secca, legumi), seguite da crostacei (13%), pesce (4%), uova e latte (3 % ciascuno), cereali (2%), carne (1%).

Infine la sensibilizzazione a nsLTP sembra seguire percorsi gerarchici abbastanza precisi, partendo dalla pesca, proseguendo con albicocca, prugna, ciliegia, e mela, pera, per finire con noce, nocciola e arachide, e successivamente con riso, mais e un ampio spettro di altri alimenti vegetali botanicamente non correlati. Attualmente non esistono cure per questo tipo di allergia alimentare. La soluzione, molto empirica, è l’eliminazione dalla dieta gli alimenti che determinano la reazione allergica.

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