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IL PUNTO/ L’Italia del Rosatellum ci complica la vita?

Siamo un passo dall’Italia del Rosatellum, ma non sappiamo decifrarne lo scenario. Ammettiamolo, gli italiani non hanno nemneno capito di cosa si sta parlando, nessuno lo ha spiegato chiaramente. E’ come se si facesse a gare per creare una impenetrabile cortina fumogena. Ci sono i pro e i contro, dicono gli addetti ai lavori, è tutto un problema di ottica prospettica, dipende da che parte la si guarda. Premesso che passata alla Camera la nuova legge elettorale potrebbe avere seri problemi al Senato, cominciamo con il dire che in ogni caso il nuovo testo permetterebbe ai cittadini italiani di votare sia per il Senato che per la Camera con un unico sistema, e già non è poca cosa. Un elemento politico da valutare è lo strano patto a quattro che ha consentito di arrivare a questo risultato. PD, Lega, Forza Italia e Alternativa Popolare possono rimanere dalla stessa parte della barricata? Difficile ipotecare il futuro, certo che questo sacrificio per il bene dell’Italia lascia perplessi. Che c’entra la Lega? Renzi e Berlusconi hanno tirato Salvini dalla loro parte? E’ tattica, fredda tattica per far fuori gli altri? Una legge in tempi così brevi può avere un unico obiettivo. Mettere fuori gioco Grillo e i suoi. Un paese a trazione grillina è difficile, con il Rosatellum? Ma così si blocca il paese? Fosse anche, l’importante è che Grillo non occupi Palazzo Chigi. E’ quello che vuole il paese?? I sondaggi lasciano il tempo che trovano e sono addomesticabili, comunque uno dei più recenti recita così:PD al 29.5%, MDP al 3.5%, Sinistra Italiana al 2% e altri del Centro Sinistra al 2%. Sul fronte della destra la Lega si posiziona al 13.5%, Forza Italia al 12% e Fratelli d’Italia al 5%, le forze Ncd di Angelino Alfano al 3% e il blocco di Stefano Parisi, praticamente scompare, con uno 0,5%. I grillini rimangono forti ma isolati al 28.5% e altri allo 0.5%. Al di là dei numeri un bel pasticcio. Certo, c’è ancora da valutare il risultato del voto in Sicilia e perché no, quello del referendum di Lombardia e Veneto. Le indicazioni di voto per l’isola accreditano il candidato del centro destra Nello Musimeci al 42%, il 33% per il candidato grillino Giancarlo Cancellieri, e il 16% per Fabrizio Micari del centrosinistra. Portata pari pari su un piano nazionale si prefigurebbero tre blocchi, tre grandi blocchi. Chiaro che il Pd a livello nazionale vale 10 punti in più, ma servono alleanze per fare un governo. Ma chi si apparenta con chi per governare? Ovviamente non volendo apparentarsi con nessuno i Grillini sono destinati all’opposizione e il Governo italiano potrebbe così diventare una guida PD Forza Italia con alla testa Paolo Gentiloni. L’attuale premier è in fondo l’unico che si è guadagnato sul campo credibilità sia a livello nazionale che internazionale. Buffo, paradossale, grottesco. E’ uno scenario tutt’altro che estremo. L’alternativa è ancora una volta la ingovernabilità

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