| categoria: editoriale

Il ritorno di Walter

Il nuovo del Pd? Walter Veltroni. Incredibile ma vero. Per un D’Alema uscito per trovarsi una nuova verginità a sinistra un ritorno importante, un personaggio storico del vecchio partito. Le celebrazioni per i dieci anni dell’Ulivo curiosamente non hanno visto riemergere i Prodi-boys, né il vecchio professore in persona. Inutile richiamare l’Ulivo in tutte le salse, il Pd di Renzi è altra cosa, molto più modesta, meno romantica, meno idealistica, meno di sinistra, per dirla chiaramente. Una festa rapida, sbrigativa, senza troppe cerimonie. Priva di testimonial da società civile. E in questo format c’è l’essenza di ciò che il Pd renziano vuole dimostrare compiendo 10 anni: un partito pragmatico. Ma c’è il mitico “uolter”, il Walter nazionale, che per la sinistra è stato tutto, Fgci, direttore dell’unità, segretario del partito, vicepresidente del consiglio, ministro, sindaco di Roma, icona di una cultura di sinistra che ormai è in ombra. E che il nuovo Veltroni, scrittore, regista, autore, riporta in televisione perché nessuno può o sa dirgli di no, come ha ben spiegato Maurizio Crozza in una inarrivabile imitazione. Veltroni fuori dalla politica attiva? Così era sembrato, ma come suo ex socio D’Alema uscire dal circo politico e mediatico è praticamente impossibile. Ha aspettato il momento giusto? E’ arrivato a monopolizzare l’attenzione sul palco del decennale per caso? E’ la vera sorpresa, la carta segreta di Matteo Renzi? O la resurrezione ha preso alla sprovvista anche il segretario del Pd? Valgono tutte le ipotesi, perché nessuno ha interesse a spiegare veramente. Veltroni salva in corner Renzi offrendogli una sponda importante, tutti gli applausi sono per lui, anche ovazioni quando si lascia andare alla retorica politica, quando dice _«La mia vita non potrà essere e non sarà altrove». Cioè parla del Pd come la sua casa e il suo destino. E’ fatta, difficile capire chi usa chi. Veltroni torna in campo perché si sta creando un vuoto di vertice in seno al partito? Renzi imbarca un “senatore” che ha visto il Pci scolorarsi via via in una formazione politica che non ha più una identità precisa per salvare se stesso? O più pragmaticamente c’è un patto di mutuo soccorso da sviluppare nel medio termine. Veltroni santo subito, è stato il mantra delle celebrazioni dell’Ulivo, la via d’uscita per ridare credibilità ad un progetto ampiamente annacquato e privo ormai di slancio. Gli facciamo fare il presidente della Repubblica? C’è tempo. Il padre nobile del partito? Gli sta stretto. E allora ricandidiamolo per fargli fare il presidente della Camera. La risposta è : si vedrà. Che non è un no. Ma in politica anche questo serve e ha un senso

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