| categoria: Roma e Lazio

Verde, il Comune dà i numeri

SCENARI/ Il bollettino della sconfitta dell’assessore Montanari


Facciamo finta di non accorgercene, giorno dopo giorno, dobbiamo pur vivere. Eppure la questione del verde pubblico a Roma c’è ed è inquietante. Ogni giorno viene segnalata la caduta di un albero o di qualche ramo importante, se non ci scappa il morto è solo un caso. E basta percorrere certe strade per rendersi conto che i rami sono così fitti da impedire il passaggio della luce del sole, neanche fossimo nella foresta amazzonica. Sono alberi cresciuti fuori da qualsiasi controllo, mai potati, potenzialmente pericolosi. Poi arriva l’assessore alla sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari e con voce soave ci dice che sono 357 i fusti pericolanti da abbattere nella Capitale perché pericolo costante per cittadini e passanti. Verrà fatto subito? Macchè, con calma, un po’ alla volta. Intanto abbiamo identificato i rischi grazie alla consulenza e alle valutazioni di tecnici e agronomi. E minimizza. Si tratta di una percentuale irrilevante rispetto al numero degli alberi che popolano la capitale, in tre mesi sono stati114 gli interventi di emergenza.. E va oltre. Sono già 15 mila e 400 – annuncia il Comune di Roma – le piante ad alto fusto valutate e monitorate in tre mesi. Il metodo utilizzato è stato quello del VTA (Visual Tree Assessment), che consente una valutazione visiva dell’albero su basi biomeccaniche. Mancano ancora all’appello i fusti dei municipi II, VII, VIII e delle ville storiche (Villa Borghese, Villa Ada, Villa Glori, Monte Antenne e Villa Pamphili). “Un lavoro fondamentale per l’immenso patrimonio arboreo di Roma che ci consentirà di ridurre le cadute accidentali di rami o tronchi e di mettere in sicurezza e mantenere in buona salute più di 82 mila alberi della Capitale. Così recuperiamo decenni di incuria e lo facciamo con competenza, professionalità e nel pieno rispetto della legalità”, ha dichiarato Montanari. Appunto, oltre 80mila, l’assessore non sembra rendersi conto fino in fondo di quello che dice, ci sono migliaia di potenziali killer non identificati e non scatta nessuna emergenza. I tempi della amministrazione grillina sono lenti, come quelli delle gestioni precedenti, peraltro. “Oltre a questa campagna di manutenzione del tutto innovativa, si prosegue velocemente con le gare per la manutenzione verticale e orizzontale del verde per un investimento complessivo di 9 milioni di euro”, dice ancora l’assessore. Ci sono ancora gare e pratiche da espletare, in parole povere, e il verde pubblico romano va a fondo piano piano. Qualche giorno fa è ricomparso il grillo parlante Rutelli. Quando ero sindaco, ha ricordato, c’erano quattrocento giardinieri comunali, oggi sono cento e non lavorano. Bei tempi andati

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