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oltre 1milione e 300mila fratture agli arti superiori all’anno. Cresce il numero degli accessi ai pronto soccorso

Antonio Fiasconaro

Il trauma in Italia è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori e la prima causa nella popolazione al di sotto dei 45 anni. Ogni anno, infatti, in Italia oltre 1milione e 300mila persone si recano in pronto soccorso per un infortunio all’arto superiore, costituendo il 6% di tutti gli accessi in ospedale e il 20% degli accessi per trauma.

Tra le cause più comuni di ricoveri spiccano i traumi della strada (50%), gli incidenti sul lavoro (25%) attività sportive (14%), violenza (10%), altro (1%).

Sono questi i dati di un’analisi sui traumi emersi nel corso del 102° Congresso della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot) in questi giorni in corso a Palermo.

«Più che per le altre fratture, è importante prestare grande attenzione al timing per quelle complesse. Ovviamente – ha spiegato Michele D’Arienzo, presidente del Congresso – se si tratta di fratture esposte, prima si operano è meglio è perché il paziente va necessariamente stabilizzato. Ma un soggetto che presenta una frattura complessa non è escluso che abbia anche altri problemi: se deve essere portato in un reparto di rianimazione o comunque deve essere spostato, è bene che sa stabilizzato il più presto possibile».

Per questo motivo, gli ortopedici riuniti in Sicilia sono più che mai convinti della necessità di un intervento immediato nel trattamento dei traumi che nell’ultimo anno sono aumentati del 15%. Vi sono varie situazioni in cui è possibile incorrere nelle fratture di un osso durante l’attività lavorativa, fra di esse si annoverano l’essere investiti da veicoli (34%), rimanere intrappolati in uno dei macchinari utilizzati durante l’attività lavorativa (26%) cadere da un’altezza elevata (30%), ma anche semplicemente scivolare o inciampare in un cantiere (10%).

«Ogni regione ha, a seconda dell’estensione, uno o più “Trauma Center”. In Sicilia, per esempio – ha sottolineato D’Arienzo – ne abbiamo tre (Palermo, Catania e Caltanissetta). Si tratta di centri che si occupano esclusivamente di trauma e dove arrivano i grossi traumatizzati, vengono subito presi in carico da un’equipe specialistica: chirurgo d’urgenza, ortopedico, rianimatore, neurochirurgo, anestesista e anche un chirurgo plastico, che entra in scena in un secondo tempo, quando ci sono lesioni cutanee severe».

Nel caso di fratture gravi, come una frattura scomposta, si richiede un lungo e stressante periodo di guarigione e di riabilitazione, che può determinare delle enormi ripercussioni psicologiche, ma anche economiche, ai lavoratori e alle loro famiglie. Oltre alle tecniche all’avanguardia utilizzate dagli ortopedici, è importante sottolineare i grandi passi compiuti dagli ospedali di molte regioni italiane nell’affrontare le situazioni complesse.

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