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Migranti e sicurezza, a Palermo la Conferenza Mediterranea dell’Ocse

Antonio Fiasconaro

L’obiettivo dichiarato alla vigilia è quello di promuovere il rafforzamento della collaborazione tra l’Osce e i Paesi partner del Mediterraneo (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Israele e Giordania); ribadire la stretta connessione tra la dimensione della sicurezza mediterranea e quella euro-asiatica dell’Osce; valorizzare il ruolo dell’Italia nell’Osce, dando impulso allo sforzo contro le sfide dell’attuale congiuntura internazionale, a cominciare dalla crisi dei migranti e dei rifugiati; confermare che l’impegno italiano per il rafforzamento della dimensione mediterranea dell’Osce proseguirà anche nel 2018, anno in cui l’Italia avrà la presidenza dell’organizzazione.

Sono questi i temi principali che saranno affrontati da martedì 24 a mercoledì 25 ottobre a Palermo alla Conferenza Mediterranea dell’Ocse, la più grande organizzazione di sicurezza regionale al mondo.

«Palermo, storico crocevia di civiltà diverse – spiega alla vigilia il ministro degli Esteri Angelino Alfano – sarà nel 2018 la Capitale italiana della cultura. È proprio da qui che l’Italia intende associare alla riflessione sulla sicurezza quella sulla cultura. Lo sviluppo della vocazione mediterranea dell’Italia – prosegue Alfano – non può prescindere dal coinvolgimento dei settori più dinamici – e spesso marginalizzati – delle società di questi Paesi. Investire in formazione e cultura è una delle strade che intendiamo perseguire. Questa è l’essenza del programma Italia, Culture, Mediterraneo. Per questo stiamo delineando un palinsesto che comprende centinaia di iniziative da realizzare nel corso del 2018».

La Conferenza vedrà la partecipazione di oltre 30 delegazioni e del ministro degli Esteri libico Mohamed Taha Siyala in qualità di “invitato della Presidenza” (pur non essendo la Libia un Paese partner dell’organizzazione), vuole essere l’occasione per uno scambio di vedute sul tema delle migrazioni, sulle opportunità che esse generano e sui problemi da affrontare, anche in termini di sicurezza. E all’Italia, in particolare, fornirà l’opportunità di ribadire la necessità di una maggiore attenzione da parte dell’Osce alle sfide provenienti da Sud, in particolare ai temi mediterranei: un’esigenza che diventerà una priorità del programma della Presidenza Osce italiana nel 2018. D’altra parte – ricorderà il ministro Alfano durante la Sessione politica di alto livello – dall’area del Mediterraneo provengono gran parte delle nuove “minacce transnazionali” alla sicurezza europea: terrorismo, estremismo religioso, traffico di migranti (alle “Connessioni tra traffico di droga, criminalità organizzata e terrorismo nella regione mediterranea” sarà dedicato un side-event con il procuratore Nicola Gratteri).

«La Sicilia, per la sua storia, dove Arabi e Normanni hanno formato un fondamentale modello di integrazione sociale e di tolleranza religiosa tra popoli diversi – ha aggiunto Alfano – può essere il laboratorio dove si può discutere di un nuovo futuro per le due sponde del Mediterraneo».

La Conferenza sarà aperta martedì 24 ottobre alle 9.30 da Angelino Alfano, dal presidente incaricato dell’Osce, Sebastian Kurz, e dal segretario generale dell’Osce, Greminger.

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