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Catalogna vota sì all’indipendenza. Rajoy: destituirò Puigdemont

Il Parlamento catalano ha approvato a scrutinio segreto la risoluzione che dichiara l’indipendenza dalla Spagna e la costituzione della Repubblica catalana. L’opposizione unionista non ha partecipato al voto. Il Parlament catalano è esploso in un boato dopo l’approvazione dell’indipendenza. I deputati in piedi hanno cantano l’inno nazionale Els Segadors dopo che la presidente Carme Forcadell ha annunciato l’adozione della dichiarazione d’indipendenza, seguito da grida di «Visca Repubblica» (Viva la Repubblica).

«La mia intenzione è convocare elezioni in Catalogna prima possibile», aveva detto stamani il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy parlando al Senato di Madrid, convocato per il via libera all’articolo 155 della costituzione per commissariare la Catalogna. Rajoy ha parlato di una «decisione eccezionale» presa di fronte a una «situazione eccezionale». «L’articolo 155 non è attivato contro la Catalogna ma per evitare che si abusi della Catalogna. Quello della Catalogna è stato un processo continuo di decisioni antidemocratiche, contrarie alla legge e ai valori spagnoli e europei. Si sono calpestate le minoranze», ha aggiunto il premier, precisando che il processo innescato porterebbe «all’uscita dall’Unione europea, con tutto quello che questo significherebbe».

Il premier spagnolo ha quindi chiesto al Senato l’autorizzazione a destituire il presidente catalano Carles Puigdemont. «Lui, solo lui». Rajoy ha indicato in Puigdemont l’unico responsabile di quanto sta avvenendo, della crisi che oppone Madrid a Barcellona. «Un governante non deve trattare così la gente e ci sono tematiche con le quali non si può giocare. Un governo non può assistere imperterrito ad un avvenimento quale questo. La cosa certa è che il presidente non ha risposto. Ed è stato questo che ci ha portati qui».

Intervenendo in Senato Rajoy ha spiegato che il suo obiettivo è quello di convocare elezioni entro sei mesi e ha poi enumerato tutto ciò che la ‘sfida indipendentista’ ha messo a rischio e illustrato l’obiettivo del governo con l’attuazione del 155. «Potevamo aver messo in moto questa iniziativa quando molti ce lo chiedevano», ha proseguito Rajoy. «Quando è stata approvata la legge del referendum, quando è stato firmato il decreto di convocazione, ma allora non lo abbiamo fatto perché pensavamo di essere ancora in tempo. Ma non era così».

«L’uscita di Puigdemont lo scorso 10 ottobre è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Eppure malgrado questo gli si è data l’opportunità di chiarire se avesse o meno proclamato l’indipendenza. Era necessario un chiarimento e la risposta non era difficile, sì o no», ha continuato Rajoy. «Quale dovrebbe essere la risposta del governo» a tale deroga rispetto alla legalità, si è quindi chiesto Rajoy. «Che farebbero i principali paesi europei?». «L’unica cosa che si può fare è rivolgersi alla legge per farla rispettare».

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