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IL PUNTO/ Tv e fatica di vivere

BEBEVIO“La vita è una figata”, cinguetta Bebe Vio dal piccolo schermo, e invita nella sua trasmissione personaggi su personaggi, tutti sorridenti e pronti a dichiarare che la vita è bella e che vale la pena di viverla. La ragazza veneziana è ormai – legittimamente – un mito e la sua energia, la sua voglia di vivere possono apparire contagiose. La sua immagine darà sollievo a molti, ma rischia di essere un alibi per non fare altro. Per non fare. Per limitarsi al messaggio che lascia euforici, soddisfatti, che mette in salvo la coscienza ma non risolve i problemi.Il clochard dato alle fiamme nella notte a Torino e morto tra atroci sofferenze porta con durezza sullo schermo della vita un’altra, atroce realtà. Nel nostro paese la quotidianità è dura, pericolosa, violenta, fuori controllo. Sacrosanti il diritto e l’opportunità di indicare una via d’uscita sorridente e scintillante dai salotti della Tv – Barbara d’Urso fa miracoli – ma senza perdere la consapevolezza che c’è dell’altro, e che serve dell’altro. Ma su questo altro non si spinge mai abbastanza sull’acceleratore perché è difficile, faticoso, imbarazzante. Perché mette in discussione un modo di fare politica, di amministrare, di fare informazione. Siamo confusi, sbandati, senza punti di riferimento e pronti a fare qualsiasi cosa, a qualsiasi compromesso per sopravvivere in un mondo ostile e complicato. La sofferenza sul piccolo schermo serve solo per alimentare la televisione urlata, la tv del dolore. Non sposta e non risolve niente. Episodi di violenza, di sopraffazione si registrano ogni giorno in ogni angolo della penisola, tanta gente soffre per mancanza di assistenza, di difesa. E lo Stato, l’amministrazione, i media non difendono, non sono in grado di farlo. Qualche sera fa abbiamo finto di indignarci parlando di vitalizi parlamentari e di quel signore che ha l’incredibile fortuna di una pensione da 90mila euro al mese. Con quei soldi tanta gente potrebbe essere protetta, si dice. Ma nessuno si impegna seriamente a indicare i responsabili di quella pensione monstre e a fare in modo che certi squilibri non abbiamo più cittadinanza. Allora sì che la vita sarebbe una figata.

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