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Corea del Nord, crolla tunnel nel sito dei test nucleari

7d841665e3449024719ad441b7fded5b-kd0C--835x437@IlSole24Ore-Web– Una minaccia nucleare aleggia sull’Asia Orientale anche senza che si arrivi a una guerra: l’instabilità del sito dei test atomici nordcoreani di Punggye-ri. Se vari esperti avevano già lanciato un allarme sulla “Sindrome della montagna affaticata” (il monte Mantap, nelle cui viscere è stato scavato il sito per le esplosioni da esperimenti nucleari), uno scoop di TV Asahi ha rilanciato le preoccupazioni su eventuali fughe radioattive.

Fonti nordcoreane hanno riferito alla televisione giapponese che circa 200 lavoratori sarebbero morti nel crollo di un tunnel durante lavori di scavo a Punggye-ri: un centinaio inizialmente e altrettanti poco dopo, quando i soccorritori sono stati travolti da un altro crollo. La tragedia sarebbe avvenuta all’inizio di ottobre, un mese dopo il sesto test nucleare, o – secondo altre indicazioni, intorno al 10 settembre. In ogni caso, appare probabile una connessione con lo “stress” causato dal test del 3 settembre, considerato di potenza da 7 a 10 volte quella della bomba sganciata su Hiroshima.

È vero che non sono state riscontrate significative fughe radioattive, ma il problema è che il regime di Pyongyang – secondo cui quello di settembre sarebbe stato un test all’idrogeno – ha assicurato di voler continuare nei suoi programmi missilistici e atomici. Un settimo test, insomma, potrebbe andare fuori controllo e potenzialmente contaminare una vasta area anche al di là del territorio nordcoreano. Non a caso la Cina – il cui confine si trova solo ad alcune decine di chilometri dal sito – ha già inoltrato a Pyongyang precise rimostranze.

Lo scoop – ancora da verificare – di TV Asahi ha intaccato l’atmosfera positiva che si era creata in giornata per la notizia di un riavvicinamento tra Pechino e Seul, dopo un anno di tensioni legato alla decisione sudcoreana di installare il sistema antimissilistico americano THAAD. «Entrambe le parti condividono l’opinione che un rafforzamento di scambi e cooperazione serva i loro interessi comuni e hanno concordato di riportarli rapidamente in tutte le aree su un normale tracciato di sviluppo», ha dichiarato il ministero degli esteri di Seul, mentre dalla Cina è arrivato un comunicato di tenore simile. Non a caso alla Borsa sudcoreana sono balzati i titoli delle società che erano state più penalizzate dal semi-boicottaggio economico cinese dei mesi scorsi, a partire da Lotte Holding fresca di debutto sul listino come capogruppo del conglomerato.

I presidenti Moon Jae-in e Xi Jinping avranno un vertice a due a margine del summit Apec in Vietnam del 10-11 novembre. L’opposizione di Pechino al THAAD, è stato chiarito, rimane, mentre Seul assicura che il sistema non dovrà danneggiare gli interessi strategici di Pechino (secondo indiscrezioni, è stata fatta anche la promessa di non espandere il sistema oltre lo stato attuale e di non sviluppare in una vera alleanza a tre con gli Usa la molto blanda cooperazione militare con il Giappone).

La distensione tra le due parti si verifica a una settimana dall’arrivo di Donald Trump in entrambi i Paesi. Il presidente americano prima visiterà Tokyo, dove ad attenderlo c’è un programma che non sembra proprio segnalare una situazione internazionale drammatica: giocherà a golf con il premier Shinzo Abe e con il numero 4 al mondo Hideki Matsuyama e sarà persino intrattenuto dal comico Pikotaro, assurto l’anno scorso a fenomeno del Web con una canzoncina-tormentone. Ieri Abe ha incontrato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, che gli ha garantito di considerare quella nordcoreana «una minaccia globale che richiede risposte globali» per indurre Pyongyang ad abbandonare i suoi programmi balistici e nucleari. Abe ha sottolineato che la Corea del Nord ha ormai sviluppato missili balistici intercontinentali in grado di colpire anche l’Europa.

In un incontro successivo con la stampa, Stoltenberg ha detto che Pyongyang «sta sviluppando» queste capacità: a suo parere «la chiave sono le pressioni» internazionali, attraverso una piena applicazione delle sanzioni. La Nato aumenterà la cooperazione con Tokyo in vari campi (dalla cybersicurezza al contrasto al terrorismo). Possibile, secondo Stoltenberg, anche un futuro «collegamento» tra i sistemi antimissilistici operati dalla Nato con quelli presenti in territorio giapponese.

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