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Robo-advisor, in Italia Moneyfarm traccia la strada con Ernest

moneyfarmNon si arresta la corsa verso la tecnologia della finanza italiana. Un passo dopo l’altro, per superare lo scetticismo di coloro che sono i principali attori del mercato stesso, ossia gli investitori. Che sono stanchi della poca trasparenza e di costi spropositati se confrontati con i servizi proposti, e si affidano alla tecnologia per colmare i propri bisogni. Sulla scorta di questa esigenza, Moneyfarm ha superato l’iniziale scetticismo, passando da essere una piccola startup italo-britannica a recitare un ruolo da assoluta protagonista, “importando” in Italia il modello finanziario indipendente che tanti risultati aveva portato oltremanica. La corsa di Moneyfarm non può fermarsi ai servizi già proposti, e per andare incontro ai bisogni sempre più particolari degli investitori, si lega ad un’altra startup, “nativa” di Londra ma italiana di “concepimento”. Si tratta di Ernest, una realtà aziendale nata nel 2016 dagli italiani Cristoforo Mione e Lorenzo Sicilia insieme a Niall Bellbarba, che rivoluzionando il concetto di chatbot, è riuscita ad ottenere importanti investimenti.

Con questa acquisizione, Moneyfarm punta a sfruttare le potenzialità dei robot per seguire in maniera ancor più efficace i primi passi del cliente nel rapporto con un consulente finanziario. Un passo ulteriore dell’ormai ex strartup verso il mondo del robo-advisory, che mese dopo mese ha scalato la classifica europea fino a gestire il terzo patrimonio continentale per un ammontare complessivo di quasi 300 milioni di euro. Da Londra all’Italia, quindi, passando per la strada tracciata dall’innovazione tecnologica, come conferma a Repubblica l’amministratore delegato di Moneyfarm Giovanni Daprà: “Il nostro intento è quello di assistere il ciclo completo dei risparmi. Per questo stiamo studiando il modo migliore per integrare i servizi di Ernest a quelli già forniti dalla nostra consulenza. I primi risultati, però, credo che saranno visibili tra tre o sei mesi”.

Se la clientela sarà in grado di interagire con i cambiamenti solo nel 2018, però, l’infrastruttura del primo consulente finanziario indipendente ad operare su territorio italiano cambierà sin da subito, con l’ingresso in società di uno dei tre fondatori di Ernest e con l’inserimento ancor più evidente dell’intelligenza artificiale studiata e ideata dalla startup con sede a Londra. Si tratta di un sistema particolarmente utile agli interpreti della finanza digitale, perché non è solo in grado di interagire direttamente con il cliente rispondendo alle domande inserite in database relative agli investimenti e alla gestione delle spese, ma riesce anche a consigliare al meglio il cliente dopo uno studio attento dei suoi dati bancari.

Il sistema di Ernest è già integrato su Facebook Messenger, e presto sbarcherà anche su Whatsapp, per un’interazione finanziaria che diventa anche “social”. A suggellare questa acquisizione anche il progressivo recepimento dell’Italia della Psd2, la direttiva europea sui pagamenti che consente a tutte le aziende autorizzate dai clienti di visionare i conti e i movimenti bancari senza nessun ostacolo da parte degli stessi istituti bancari. L’Italia si allineerà definitivamente alla legge solo a 2018 inoltrato, ma Moneyfram vuole farsi trovare pronta, come conferma lo stesso Daprà: “Con gli algoritmi di apprendimento di Ernest saremo in grado di leggere quei dati e offrire consigli di investimento sempre più raffinati”. La sfida della robo-advisory in Italia è ufficialmente partita, e il made in Italy è in prima fila nel garantire agli investitori chiarezza e costi più contenuti attraverso una tecnologia (finalmente) proprietaria.

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