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In Puglia 83 giorni per una colonscopia urgente: si allungano le liste d’attesa

I tempi di attesa per visite ed esami negli ospedali pubblici sono sempre più lunghi. I dati ufficiali della Regione Puglia aggiornati ad aprile di quest’anno e diffusi dal Nuovo Quotidiano di Puglia non lasciano spazio a dubbi. Per un elettrocardiogramma da sforzo servono 120 giorni, 177 per una colonscopia, 350 giorni per una mammografia. Anche per esami e visite programmate si supera spesso il limite di 60 giorni di tempo indicato dal Piano nazionale alle Regioni.

I temi non vengono rispettati pure nelle prestazioni definite urgenti. Queste dovrebbero essere sbrigate entro 72 ore, ma si va quasi sempre oltre. Per una colonscopia urgente servono 83 giorni, per un elettrocardiogramma 30 giorni, 43 per un holter e 41 per una risonanza magnetica alla colonna vertebrale. Ma i dati più pesanti sono quelli relativi alle radiografie: per uno screening senologico agli Ospedali Riuniti di Foggia servono addirittura 553 giorni.

Per una risonanza magnetica al cervello nell’Asl di Lecce servono invece 302 giorni. I tempi di attesa al Policlinico di Bari per una tac oscillano fra i 100 e i 200 giorni. In alcuni casi le liste di attesa si sono allungate rispetto allo scorso anno: nel 2016 per una visita di chirurgia vascolare bastavano poco più di 30 giorni, oggi ne servono più del doppio (79). Stesso discorso per una visita oculistica, i cui tempi di attesa sono passati da 58 a 83 giorni. Unica magra consolazione, la riduzione dei tempi medi di attesa per una mammografia da 402 a 350 giorni.

Quello delle liste d’attesa è un problema atavico che colpisce la sanità pubblica. Tutti i tentativi svolti

dalla politica per cercare di ridurli sono risultati fallimentari. Nei due anni e mezzo in cui la Puglia è stata guidata da Michele Emiliano, che gestisce anche la delega di assessore regionale alla Sanità, la situazione non è migliorata, come denunciano anche le associazioni. Il Tribunale dei diritti del malato rileva come ormai oltre il 10 per cento dei pugliesi rinunci alle cure e Cittadinanza attiva dà un giudizio negativo a tutta la sanità regionale.

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