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Domani si vota in Sicilia. Avversario da battere è l’astensionismo

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Antonio Fiasconaro

In Sicilia siamo alla resa dei conti. Domenica 5 novembre si va al voto in Sicilia per eleggere il nuovo presidente della Regione, l’uscente è Rosario Crocetta, e saranno eletti anche i 70 e non più 90 deputati che siederanno sugli scranni del Parlamento siciliano a Sala d’Ercole dentro il Palazzo dei Normanni per i prossimi cinque anni. Tanto dura la legislatura, salvo imprevisti in corso d’opera.

Poco più di 4 milioni 681.000 elettori saranno chiamati a scegliere uno dei cinque candidati governatori. Con un avversario in più da battere: l’astensionismo. Si vota dalle 8 alle 22 di domenica, mentre lo spoglio avverrà dieci ore più tardi, alle 8 di lunedì 6 novembre.

LA CINQUINA PER PALAZZO D’ORLEANS. Secondo gli ultimi sondaggi di qualche settimana fa, il risultato finale sarà sicuramente affidato al fotofinish. Sarà, secondo le previsioni, un duello fino all’ultimo voto tra il candidato sostenuto dal centrodestra Nello Musumeci e quello del Movimento Cinque Stelle, Giancarlo Cancelleri. Il Movimento grillino corre da solo senza alcuna coalizione, Nello Musumeci, schierato da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Udc, #Diventerà Bellissima e Autonomisti); il rettore di Palermo Fabrizio Micari è l’uomo del centrosinistra sostenuto dal Partito democratico, Alternativa popolare, Sicilia Futura, Idv e Arcipelago Sicilia. La Sinistra punta su Claudio Fava, con Sinistra italiana, Mdp-Articolo1, Verdi, Rifondazione comunista e movimenti civici. C’è, infine, il candidato indipendentista Roberto La Rosa, sostenuto da Siciliani liberi.

COME SI VOTA. Le modalità di svolgimento delle elezioni sono disciplinate dalla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 (“Elezione dei Deputati all’Assemblea regionale siciliana”) e successive modifiche.Circoscrizioni:- il collegio elettorale per l’elezione del Presidente della Regione coincide con il territorio regionale; – per l’elezione dell’Assemblea il territorio della Regione è ripartito in un numero di circoscrizioni pari al numero delle province regionali. L’ambito territoriale di ciascuna circoscrizione coincide con il territorio provinciale.- l’elezione del Presidente della Regione e dell’Assemblea regionale sono contestuali e le votazioni avvengono su un’unica scheda.Esercizio del diritto di voto:- la scheda è unica e l’elettore può esprimere due voti: uno per la lista regionale e uno per la lista provinciale – voto di preferenza: è possibile esprimere la preferenza per uno dei candidati inseriti nelle liste provinciali; – voto disgiunto: l’elettore può votare una lista regionale e una lista provinciale non collegate fra loro; – nel caso in cui l’elettore ometta di votare per una lista regionale, il voto validamente espresso per una lista provinciale si intende espresso anche a favore della lista regionale che risulta collegata con la lista provinciale votata.

ELEZIONE DEL PRESIDENTE. Sarà proclamato eletto alla carica di presidente della Regione il capolista della lista regionale che consegue il maggior numero di voti validi.

ELEZIONE DELL’ASSEMBLEA REGIONALE. Avviene con sistema proporzionale con correttivo maggioritario Dei 70 seggi dell’Assemblea siciliana: – 62 sono attribuiti in ragione proporzionale sulla base di liste di candidati concorrenti nei collegi elettorali provinciali – uno al Presidente di regione; – uno al capolista della lista regionale che ottiene una cifra di voti validi immediatamente inferiore a quella conseguita dalla lista regionale risultata più votata; – i restanti, fino ad un massimo di 6, ai candidati della lista regionale del Presidente eletto. Casi particolari sono disciplinati dalla legge elettorale regionale.- per quanto riguarda i deputati, invece, 16 saranno eletti nella provincia di Palermo, 13 a Catania, 8 a Messina, 6 ad Agrigento, 5 a Siracusa e Trapani, 4 a Ragusa, 3 a Caltanissetta, 2 a Enna. Dei restanti otto seggi, uno spetta al Governatore eletto, sei andranno alla lista regionale del candidato presidente e il seggio restante andrà al candidato governatore arrivato secondo nelle preferenze.

SOGLIA DI SBARRAMENTO AL 5%. Non sono ammesse all’assegnazione dei seggi le liste provinciali il cui gruppo abbia ottenuto nell’intera Regione una cifra elettorale inferiore al 5% del totale regionale dei voti.

PARI OPPORTUNITÀ DI GENERE. In ogni lista regionale i candidati (dopo il capolista) devono essere inseriti secondo un criterio di alternanza tra uomini e donne. In ogni lista provinciale il numero di candidati dello stesso sesso non può eccedere i due terzi del numero dei candidati da eleggere nel collegio.

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