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Quella molestia subita e raccontata…

molestiePensierino della domenica. Quella appena trascorsa non si può non definire una settimana molesta. Chiedersi come possa una molestia essere denunciata con tanto ritardo rispetto a quando la si è eventualmente subita è inutile; in un mondo ipocrita e ambiguo come il nostro siamo tutti sospesi in un eterno “borderline”, di qua o di là della linea a seconda delle convenienze dell’uno o dell’altro. La percezione di una “molestia” cambia anche a seconda della sensibilità di ognuno. Se la stai subendo hai due possibilità: accettarla (per qualsiasi motivo) o correre via e denunciarla subito o consegnarla all’oblio. Dopo anche solo un anno assomiglia a qualcosa di diverso. Dopo vent’anni lo è. E se domani tornando in ufficio troverete i colleghi restii a stringervi la mano, niente paura, sarà solo per timore di rivalse. Magari tra vent’anni. Stefano P.

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