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«Brexit, la Ue non farà sconti». Barnier: «Prima di chiudere Londra deve saldare i conti»

3358352_1122_may_jpg_pagespeed_ce_Cv7DM_kekX«Dopo aver lasciato la Ue la Gran Bretagna vorrà allontanarsi anche dal modello sociale europeo? La domanda di Michel Barnier risuona nella sala in cui si sta parlando delle conseguenze (economiche e non solo) della Brexit, in mezzo alle argomentazioni più tecniche sui passaggi del complesso negoziato. In effetti è questo l’interrogativo politico più importante per chi guarda alle conseguenze a lungo termine del processo che si è innescato nel giugno dello scorso anno.

Barnier, a nome della Commissione, sembra avere le idee piuttosto chiare. Spiega: «Non accetteremo che vengano rimessi in discussione il quadro normativo e i diritti per i cittadini, le imprese, l’ambiente e tutta la collettività». L’orgoglio con cui il capo negoziatore di Bruxelles – politico francese di lungo corso – rivendica il modello del Vecchio Continente viene naturalmente dai risultati positivi del passato ma non può ignorare i problemi del presente e le riforme da fare, con l’obiettivo di «più democrazia e meno burocrazia».

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