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L’Università della Tuscia vince la ‘’call for universities’’

WANDA CHERUBINI
L’Università della Tuscia vince la ‘’call for universities’’ e diventa protagonista del Maker Faire di Roma, la fiera delle invenzioni che si terrà dal 1 al 3 dicembre 2017. Per il secondo anno consecutivo l’ateneo viterbese potrà così mostrare le sue eccellenze alla più importante manifestazione europea sull’innovazione. Il Make Faire è il luogo dove imprese ed appassionati del fai da te in ambito tecnologico si incontrano per presentare i loro progetti, condividendo le proprie conoscenze ed esperienze. In tale ambito sono ovviamente presenti anche le università, che per poter partecipare devono appunto vincere una “call” a loro dedicata. Il Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali dell’ateneo viterbese è riuscito a vincere questa “call” grazie ad un’invenzione del professor Riccardo Massantini e del suo team.
“L’invenzione con la quale abbiamo vinto è un titolatore automatico open-source a basso costo, compatto e completamente programmabile – ha spiegato Massantini – Serve per l’analisi degli alimenti nel settore della post-raccolta. Lo abbiamo chiamato Piaccadino: è una parola composta da piaccametro e arduino ovvero un microcontrollore elettronico che si trova facilmente in commercio. Il nostro “piaccadino” è stato progettato per consentire determinazioni rapide e semplici del contenuto in acidi organici in frutta e ortaggi. La facilità d’uso e la riproducibilità delle misure consentita da questo strumento riduce l’errore delle acquisizioni e massimizza l’efficienza in laboratorio, se paragonata ad una classica titolazione manuale. Più tecnicamente, “Piaccadino” è un progetto multipiattaforma che può essere utilizzato con qualsiasi sistema operativo (Windows, Linux o Macintosh) poiché programmato in linguaggio Python ed estremamente flessibile e facilmente aggiornabile per rispondere a tutte le esigenze dell’utente”.
Per la realizzazione di questo strumento, il professor Massantini ha lavorato in sinergia con un team di persone con competenze diverse ma complementari. Roberto Moscetti, post doc, si è occupato della programmazione in Python dell’algoritmo di gestione; Flavio Raponi, al terzo anno di dottorato, si è occupato della parte chimica; mentre Serena Ferri dottoranda di Ingegneria al secondo anno, si è occupata della la validazione di tutte le titolazioni.

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