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VENEZIA: IL PATRIARCA APRE IL PONTE PER LA MADONNA DELLA SALUTE

ONLINE NEWS - Festa della Salute 2017Il Patriarca di Venezia, Mons. Francesco Moraglia, alla presenza del Sindaco e delle autorità civili e militari, aprendo il ponte provvisorio su barche che attraversa il Canal Grande, ha dato inizio al pellegrinaggio per la Madonna della Salute.. Questo importante evento di fede dei veneziani che si ripete puntualmente da quattro secoli, nasce a seguito della pestilenza che colpì la città di Venezia nel 1630 e che sino al 1631 si portò via più di un quarto della popolazione. Fu allora che il Doge Nicolò Contarini ed il Patriarca Giovanni Tiepolo, disperati, organizzarono una processione di preghiera della durata di tre giorni e tre notti che raccolse tutti i cittadini superstiti nel corso della quale i veneziani fecero voto solenne alla Madonna: “se la città fosse salvata dalla peste, avrebbero costruito un tempio in suo onore”. Poche settimane dopo i contagi iniziarono a diminuire sino a scomparire completamente ed allora, fedele al voto, il governo della Serenissima affidò ad un grande architetto dell’epoca, Baldassare Longhena, il compito di erigere il tempio proprio nel luogo maggiormente visibile da San Marco, sulla Punta della Dogana da Mar. E così il 21 novembre di ogni anno i veneziani attraversano il ponte votivo su barche che li conduce al tempio, atto che rappresenta quell’antico pellegrinaggio del 1631 e donando una candela che viene accesa, affidano alla Madonna detta la Mesopanditissa, la salute loro e di Venezia.
A conclusione della cerimonia all’interno della Basilica, S.E. Il Patriarca ci ha concesso qualche attimo per parlare di migranti e dell’accoglienza. Proprio la sera precedente, a seguito della protesta messa in atto da duecento migranti ospitati nel centro di accoglienza di Cona che pacificamente si erano messi in cammino verso Venezia, il Patriarca, cercando di dare un contributo concreto ed immediato ad una situazione che rischiava di diventare ingestibile, ha deciso di far ospitare per la notte gli oltre 200 componenti la marcia, in patronati e strutture parrocchiali e diocesane della Zona di Mira. Il Patriarca di Venezia, Mons. Moraglia, ha desiderato quindi a noi giornalisti fare la seguente dichiarazione: “ In queste ore, come Chiesa di Venezia, abbiamo cercato di alleviare una situazione che rischiava di deflagare: è stato un intervento di tipo emergenziale, messi di fronte ad una situazione singolarissima, di vera difficoltà di emergenza oggettiva che rischiava di incartarsi ed aggravarsi ulteriormente a cui abbiamo offerto una risposta con la disponibilità dei nostri parroci che ringrazio, insieme alle loro comunità, per l’aiuto dato con prontezza. Dare una mano, ospitare, accogliere, venire incontro a chi si trova in situazione di vero disagio, ecco quello che abbiamo fatto. Sono stati distribuiti pasti, messe a disposizione coperte, in una di queste strutture c’era anche a disposizione un medico che ha prestato la sua opera, visitando alcune persone. Sento, quindi, il dovere e la gioia di ringraziare tanti che si sono impegnati e mobilitati in queste ore con uno spirito di servizio, di sacrificio ed una generosità notevoli ed encomiabili. Ricordo, infine, che la questione centrale rimane sempre quella di mantenere l’uomo al centro, nella sua dignità e nel suo valore da rispettare e nel suo essere soggetto imprescindibile, insieme, di diritti e di doveri. In queste ore si è fatto fronte in tempi brevi ad un’emergenza, con grande impegno e dedizione. Pensare che tale situazione si possa protrarre ancora non sarebbe realistico e confidiamo, quindi, nel lavoro delle istituzioni”.
I migranti autori della protesta, ospitati dal Patriarcato di Venezia per la notte, al mattino sono stati raccolti e, su indicazione della Prefettura, avviati e distribuiti a gruppi in altre aree da molti non accettate; sembra che, a detta del Prefetto, siano stati illusi da qualcuno che aveva loro ventilata la possibilità di trovare la disponibilità di strutture in appartamenti, cosa assolutamente non vera. Gian. Schiaffino

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