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FINALMENTE/ Offensiva del Campidoglio contro i “furbetti della casa”, via agli sfratti

Ricchi e benestanti, ma inquilini delle case popolari del Comune. Che ha finalmente deciso di sfrattarli. Dal censimento in mano alla giunta Raggi, emerge che nei 23mila alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica) ci sono 2mila persone che – semplicemente – non dovrebbero starci. I loro redditi non rispondono ai requisiti richiesti. Nella casistica c’è chi ha la casa popolare e altri 18 immobili di proprietà, chi risulta residente altrove, anche fuori Roma, chi a fine anno denuncia redditi tra i 70mila e i 90mila euro. In tutto, sono 2.000 gli irregolari scoperti dal Comune. L’assessore alle Politiche abitative, Rosalba Castiglione, in una lettera aperta li chiama «cari cittadini benestanti» e li invita a fare armi e bagagli quanto prima e a lasciare liberi gli appartamenti a chi ne ha davvero bisogno. «Cari, sì, proprio ‘cari’, perché costate alla collettività un prezzo altissimo e il più alto è proprio quello che pagano le famiglie in attesa della casa popolare sin dal 2000 – scrive Castiglione – senza contare i costi legati al personale, alle azioni di sgombero e al tempo impiegato per rintracciarvi». Non ci sono solo i 2000 «benestanti» abusivi. Tra coloro che occupano il patrimonio pubblico ci sono anche 1.600 persone, sempre secondo il report interno del Comune, subentrate negli alloggi popolari i cui legittimi assegnatari sono deceduti. Una successione dinastica, che l’amministrazione vuole interrompere quanto prima. Se alla fine si fanno due conti ecco cosa emerge: un inquilino su cinque è fuori legge. Si tratta di ladri, per Castiglione. In quanto hanno «rubato il diritto alla casa ai nostri concittadini in difficoltà».
La situazione nella Capitale è più che mai articolata. Se si scorrono i numeri in possesso del Campidoglio, sono oltre 10.500 i nuclei in attesa di una casa popolare (le graduatorie non scorrono dal 2000). E altre 1.400 si trovano dentro ai residence, strutture di assistenza al temporanea in via di chiusura. Anche le cifre fornite dall’Ater (l’ente regionale) seguono sempre questo trend: su 48mila case quelle occupate senza requisiti sono oltre 6mila. Il Comune intanto invita gli abusivi a compiere «un gesto di onestà» e quindi a lasciare «spontaneamente» l’alloggio per assegnarlo «subito» a chi ne ha il diritto. Discorso ancora diverso per i palazzi occupati da movimenti antagonisti e migranti: a Roma sono 71, in generale gli sgomberi latitano. L’ultimo, la scorsa estate, in via Curtatone. Su questo fronte il Comune per arrivare finalmente a una stretta può contare sull’asse con il Viminale, esplicitato dalla direttiva del ministro dell’Interno Marco Minniti.

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