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Maltrattamenti in asilo a Vercelli, arrestate tre maestre

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Sberle, strattoni e trascinamenti per terra, ma anche urla, punizioni spropositate e umiliazioni. Tre maestre d’asilo, che seguivano la stessa classe, sono state arrestate dalla polizia, a Vercelli, accusate di maltrattamenti nei confronti di bambini fra i 3 e i 5 anni. L’operazione “Tutti giù per terra!”, come è stata battezzata, è iniziata lo scorso maggio con la denuncia di una madre. Le telecamere installate su autorizzazione della procura nell’istituto, la scuola pubblica per l’infanzia “Korczak”, hanno registrato 52 episodi di maltrattamenti. Le maestre si trovano ora ai domiciliari.

Urla terrificanti, umiliazioni, punizioni spropositate, oltre a sberle, spintoni e strattonamenti. Le maestre avevano generato un vero e proprio “stato di terrore” tra i bambini della scuola per l’Infanzia. E’ quanto emerge dall’indagine della squadra mobile, diretta da Sergio Papulino. “Ti faccio girare la testa al contrario”, “ti faccio cadere tutti i denti”, sono alcune delle minacce registrate dalle telecamere che hanno ripreso i maltrattamenti. “Spero che ti cada la mano”, dice una insegnante ad un bambino che aveva provato a ribellarsi all’ennesima sberla. Le maestre parlano anche tra loro dei maltrattamenti sui bambini. “Indovina a chi ho suonato oggi la bottiglia sulla testa?”, dice una maestra all’altra davanti ai bambini, a loro volta istigati in alcuni casi alla violenza. “Dagli una sberla, ti autorizzo io. Dagliela secca”, dice una maestra ad un bambino durante il pasto in mensa.

A dare il via all’inchiesta, in maggio, è stata la denuncia della mamma di un bambino che frequentava un altra classe rispetto a quella dove sono avvenute le violenze: la donna, che era andata a prendere suo figlio, ha visto una delle maestre poi arrestate afferrare per i capelli un bambino “colpevole” di essere uscito dalla fila. Nei giorni seguenti ha assistito, così come l’altra sua figlia maggiorenne, ad altri episodi simili. Ha deciso così di fare denuncia: le telecamere, undici e ad alta risoluzione, sono state installate nelle aule didattiche, nei corridoio, nella mensa e persino nella palestra della scuola per l’infanzia, e hanno ripreso quello che accadeva per un mese e mezzo. Le indagini, proseguite per tutta l’estate, hanno evidenziato che i maltrattamenti avvenivano solo in quella classe, mentre nelle altre non c’è mai stato alcun problema.

Alla ripresa della scuola, in settembre, le tre maestre hanno ricominciato a lavorare fino agli ordini di custodia cautelare di oggi. Dei 52 episodi di maltrattamenti, sono una ventina quelli ritenuti di maggiore gravità. Secondo le indagini della Squadra mobile di Vercelli, le tre maestre avevano generato un vero e proprio stato di terrore all’interno delle classi: non c’erano, secondo le accuse, solo violenze fisiche ma anche pesanti maltrattamenti psicologici. A supporto del quadro probatorio sono state ascoltate anche alcune maestre, genitori e figli che, nel frattempo, avevano lasciato la scuola dei maltrattamenti.

Nei prossimi giorni le tre maestre arrestate verranno interrogate dal giudice per le indagini preliminari. A breve saranno anche convocati in Questura i genitori delle vittime principali per poterli ascoltare insieme con i loro bambini

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