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Qualcuno salvi il soldato Renzi

L’altra sera Maurizio Crozza è stato devastante nei confronti del segretario Pd Matteo Renzi. Se c’è un modo di ferire profondamente un leader politico il comico ligure lo ha trovato presentando a modo suo il backstage della Leopolda, il clima, gli umori, le defezioni: non è necessario n che tutto quello raccontato in quello scorcio di “Fratelli di Crozza ” sia vero, basta che sia verosimile (e purtroppo per Renzi lo è): gli amici interessati, i “renziani” stanno prendendo le distanze dal leader, che non appare più vincente e convincente. Problema grosso, se il segretario del Pd non conta più come un tempo è il momento di saltare su altri carri. Lui fa finta di niente, ma sponsor, industriali, intellettuali hanno disertato la Leopolda accampando i motivi più disparati, anche Gentiloni, sottolinea Crozza, si è inventato un viaggio per non esserci. Gli sono rimasti i Millennials, ma con loro non si vincono le elezioni. Il pericolo, tuttavia, è quello di indebolire troppo l’ex premier. Qualcuno dovrebbe tendergli una ciambella di salvataggio, il vuoto pericolosamente lasciato da Renzi deve essere riempito in qualche modo. Ma come? Il momento della gloria è passato, a furia di rottamare si è spacchettato il partito, riportando indietro l’orologio della storia politica italiana recente. C’è un centrosinistra di marca democristiana, si è ricreata una sinistra, si è ridato fiato al centro destra. Per uno che continua a millantare di essere portatore da solo del 40 per cento dei consensi è dura risvegliarsi e trovarsi svuotata la Leopolda. Uno spazio di laboratorio politico dove tutto era cominciato. Sta cambiando tutto e troppo in fretta, se a sinistra Bersani pone condizioni, se la Camusso porta la Cgil su una posizione di confronto, se l’alleato deriso e vilipeso, Alfano, tende la mano addirittura a Pisapia per costruire un raccogliticcio centro sinistra alternativo c’è veramente da perdere la testa. Fortuna ( o sfortuna) vuole che i grillini hanno i loro problemi e che il centro destra fatica ancora a mettersi completamente sotto le bandiere di Berlusconi, per l’ultima battaglia di un politico-imprenditore che nel male e nel bene ha segnato la storia politica e sociale dell’ultimo quarto di secolo, contribuendo in modo significativo a cambiare vizi e virtù del paese.

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