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Il Pg della Cassazione rovescia il verdetto: restituite alla figlia ai due genitorio anziani di Casale

19_0_73453096-U43390708801364z0B-U43400870428802GVB-1559x1423@Corriere-Web-Torino Bimba di sette anni è stata data in adozione
La bambina deve essere restituita ai genitori biologici. Mamma e papà sono una coppia del Monferrato, e la figlia, nata nel 2010 , gli era stata tolta perché considerati troppo anziani per poterla accudire e crescere. È il dramma di Gabriella Carsano, oggi 63enne, e del marito Luigi Deambrosis (75 anni): sette anni fa sono stati ritenuti inadatti dopo essere stati accusati ingiustamente di averla abbandonata in macchina per quattro minuti. Oggi il Pg della Cassazione Francesca Ceriani ha chiesto che la bimba torni da loro. Il Pg, in particolare, sostiene che il fatto che la bimba sia stata nel frattempo adottata (la conferma dell’adozione da parte della Corte d’Appello di Torino risale a 9 mesi fa, ndr) «non può ottenere tutela perché si tratta di una situazione la cui genesi non è legale».
La storia è lunga e ben nota alle cronache: Luigi e Gabriella cominciano a cercare un figlio nel Novanta. Ma quel figlio non arriva, nonostante trattamenti medici vari. Allora provano la via dell’adozione nazionale (bocciata), poi quella internazionale (stesso risultato). Fra i motivi dei rigetti c’è anche la questione dell’età: sono un po’ troppo in là con gli anni. Ma non si arrendono e nel 2009 vanno all’estero per la fecondazione eterologa. A maggio del 2010 la nasce a Torino la loro bambina e i neogenitori tornano a casa raggianti. Ma dopo pochi giorni la piccola viene portata via e affidata a una casa-famiglia perché i vicini denunciano: «Il padre l’ha lasciata sola in macchina a piangere per 40-45 minuti». «Non è vero», ribatte lui, «l’ho lasciata al massimo per 7-8 minuti, era al sicuro e sempre sotto il mio controllo. Stavo scaldando il latte e poi saremmo andati dalla mamma». Niente da fare. Passa la versione dei vicini e a settembre del 2011 il Tribunale dei minori decide l’adottabilità.

«Pur di avere un figlio — si poteva leggere nel primo giudizio del tribunale — hanno applicato in modo distorto le enormi possibilità offerte dal progresso in materia genetica rivelandosi poco attenti alla condizione del nascituro». «Luigi e Gabriella — aggiunsero — non si sono mai posti «domande sul fatto che la bambina si ritroverà orfana in giovane età e, prima ancora, sarà costretta a curare i genitori anziani che potrebbero presentare patologie più o meno invalidanti proprio nel momento in cui, giovane adulta, avrà bisogno del sostegno dei suoi genitori».

Nonostante quelle frasi gli stessi giudici smentirono di aver deciso l’adottabilità per motivi anagrafici ma di fatto fu da quella sentenza in poi che Luigi e Gabriella diventarono per tutti i genitori-nonni, quelli troppo vecchi per prendersi cura della loro bambina. Dopo il giudizio di primo grado l’appello confermò (nel 2012) e la Cassazione fece lo stesso (nel 2013). Nel frattempo la piccola è cresciuta in un’altra famiglia e i rari incontri protetti fra lei e i genitori biologici sono diventati nulli: negli ultimi quattro anni non si sono più visti.

L’anno scorso, però, è rinata la speranza. Il legale di casa Deambrosis portò in Cassazione un ricorso «per revocazione», rimedio estremo che si presenta contro le sentenze civili passate in giudicato quando ci sono nuove circostanze che, se conosciute prima, avrebbero determinato una decisione diversa. La «nuova circostanza» in questione era l’assoluzione definitiva di Luigi dal reato di abbandono di minori per il quale era stato aperto un processo dopo la denuncia dei vicini. E così in quel caso la Suprema Corte ritornò sulla decisione dei suoi stessi colleghi tenendo conto di quell’assoluzione e del fatto che non esistono «limiti» anagrafici «per chi intende generare un figlio». La questione è tornata quindi in appello e da lì la nuova svolta: la bimba resta adottabile. «Ci aspettavamo una Corte più coraggiosa» commentò al tempo l’avvocatessa della coppia, Adriana Boscagli, annunciando nuovo ricorso in Cassazione. Oggi la richiesta del Pg.

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