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In Sicilia il deficit della Regione è di 5miliardi di euro

7_2017_11_30_20171130_1125 Il neo governatore Nello Musumeci: “I primi anni di governo saranno difficili”
Antonio Fiasconaro

Preoccupa e non poco al neo presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci lo stato di salute delle casse. Infatti ammonta a 5 miliardi di euro il deficit accumulato negli ultimi anni dalla Regione.

«E’ fuor di dubbio – sottolinea il governatore in una intervista al quotidiano La Sicilia – che la crisi finanziaria condizionerà l’operato del governo almeno per i primi anni. Non voglio polemizzare con il governo precedente. Lo dico con la sobrietà che un presidente deve avere. Ma va detto che la condizione delle finanze della Regione, con le Partecipate quasi tutte in deficit, si presenta drammatica. Perciò urge un confronto sereno con il governo centrale».

A partire dall’ipotesi di una norma salva-Sicilia in Finanziaria come exit strategy per la mancata approvazione del consolidato? «Se ancora siamo in tempo per poterla chiedere, certamente – aggiunge Musumeci – In tal caso bisognerebbe che fosse introdotta a Palazzo Madama».

Altro argomento trattato è quello con il rapporto della Lega di Salvini. Com’è noto nel nuovo esecutivo regionale non c’è stato posto per un assessore rappresentante della Lega, tanto che il coordinatore regionale Attaguile ha annunciato di far transitare l’unico deputato espresso dagli elettori presso il gruppo misto del Parlamento siciliano. Sulla vicenda Nello Musumeci ha detto: «Per ogni forza politica ho scelto su una rosa di nomi, rispettando accordi ed equilibri. Sono contento del risultato finale. Mi spiace solo che Fratelli d’Italia e Noi con Salvini non abbiano trovato un’intesa. Tuttavia parlerò con Salvini. Al di là di qualche intervento scomposto di esponenti siciliani, si appianerà tutto».

Intanto lo stesso governatore ha annunciato che mercoledì 6 dicembre volerà a Roma per incontrare i ministri Delrio e Galletti per affrontare insieme il tema delle infrastrutture e quello dell’emergenza rifiuti che attanaglia non poco la Sicilia, in particolare nelle grandi città delle tre aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina.

«A medio termine dobbiamo eliminare le discariche, con una differenziata del 60/65% sui bruciatori – si auspica il neo presidente – e dunque su una frazione minima, esistono tesi divergenti. Sposeremo la soluzione che si rivelerà di minore impatto. Sto costituendo, d’intesa con l’assessore ai Rifiuti Vincenzo Figuccia, un comitato di esperti per definire una nuova strategia, individuando soluzioni a breve e a medio termine. Nell’immediato servono almeno altre dieci piattaforme per assorbire le 5mila tonnellate di rifiuti prodotti ogni giorno nell’Isola».

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