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| categoria: Roma e Lazio

Quell’albero di Piazza Venezia simbolo triste di una città che sta affondando

In altri momenti si sarebbe potuto scherzare, ironizzare – i romani sono maestri in questo esercizio di critica – sullo striminzito alberello piantumato venerdì scorso nell’aiuola davanti all’Altare della Patria. Presto verrà addobbato ma difficilmente gli addobbi e le luci faranno il miracolo. Resterà un alberello triste simbolo di una città che sta affondando e che di ridere e festeggiare di voglia ne ha poca. Neanche in tempi – lontani – di austerity si era toccato il fondo in questo modo. Dobbiamo interpretarlo come lo specchio della amministrazione grillina, come una scelta deliberata di basso profilo? Un messaggio subliminale alla cittadinanza? Sconcertante. Si era discusso sul cattivo gusto degli addobbi in via del Corso di Alemanno, ma almeno c’erano. Forse se la Raggi avesse chiesto a qualcuno un aiuto Roma avrebbe una presenza diversa in una piazza che rappresenta uno dei simboli della città, che è frequentata da milioni di turisti proveniente da tutto il mondo e che non è mai stata così squallida, poco accogliente. La piazza è buia, pericolosamente buia e nessuno sembra essere in grado di porvi rimedio. Un albero imponente, pieno di luci, avrebbe potuto dare una svolta, cambiare faccia ad uno scenario che rappresenta la capitale e lo Stato davanti a tutti. Niente da fare. Ma come è stato possibile arrivare a tanto? Non era necessario reggere il confronto con il super-abete natalizio arrivato dal nord Europa e piazzato a San Pietro, un albero che ti apre il cuore e che ricorda i folti abeti che negli anni passati illuminavano piazza Venezia e davano quel tocco di magia all’atmosfera natalizia. Ma qualcosa di più di quello che la Raggi ha regalato ai romani si poteva sicuramente ottenere. Ai grillini non interessa, evidentemente, pensano ad altro, nella loro visione pragmatica, pauperista, rivoluzionaria, ritengono forse che offrire un sollievo alla popolazione ricordi le brioches di Maria Antonietta di Francia? Pensino allora ai trasporti, ai servizi, al verde pubblico, alle buche etc.

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