| categoria: politica

SALVINI,NON CERCO VOTI NAZI.NON CHIUDE A CASAPOUND

«Non cerco i voti» degli skinheads ma quando si scrive sul ritorno del fascismo si praticano fake news per nascondere altri problemi come quelli dell’immigrazione, fiscali e del lavoro. Matteo Salvini, al centro dello scontro politico dopo i fatti di Como, prende le distanze dai naziskin. E ai microfoni di SkyTg 24 osserva che in Italia è in corso una «invasione» di migranti che agevola la mafia e le multinazionali ma non il Paese. Ma non chiude a Casapound affermando che chiunque possa dare un contributo per invertire questo percorso, avviato dai vari Letta, Monti, Gentiloni, «è ben accetto». «Io – aggiunge il leader leghista – non chiedo certi voti, mi interessano i voti di 60 milioni di italiani, il loro cuore e la loro testa che si accorgono che l’immigrazione fuori controllo è un problema». Di parere opposto Pietro Grasso, oggi incoronato leader della nuova formazione di sinistra, Liberi e Uguali, frutto della fusione tra Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. «Dico no – esclama il Presidente del Senato – a inaccettabili intimidazioni: mi ha colpito la rabbia di quei quattro fascisti. Fascisti, diciamolo. C’è un’onda nera che monta. A partire dalle periferie delle nostre città. E allora è da lì che dobbiamo tornare, è da lì che dobbiamo ripartire». Ma sul tema di come ripartire, e in particolare sulla mobilitazione anti-fascista lanciata dal Pd, e in particolare da Walter Veltroni, che si consuma l’ennesima rottura a sinistra. «Mi ha colpito molto quella vicenda. Mi colpisce che le nuove generazioni diamo per scontato sappiano tutto: il capo degli Skinheads non solo ha fatto quella sceneggiata ma è andato in radio e ha detto cose che fanno venire i brividi, che ha dei dubbi sugli ebrei morti. Stiamo sottovalutando un’ignoranza che diventa pericolosa occasione alla violenza per farsi strada», rincara Matteo Renzi che poi aggiunge: «Bisogna dire parole chiare: sul nazifascismo non si scherza e quelle parole vanno rifiutate e respinte. A Como sabato prossimo spero ci siano tutti, indipendentemente da come votano, destra, sinistra o Cinque stelle. Sono molto preoccupato», aggiunge il segretario Pd. «Questi temi sono patrimonio di tutte le forze politiche. Meloni non dica che i problemi sono altri, non sottovalutiamo». Il primo a punzecchiare i dem su questo aspetto è Roberto Speranza: «Dovunque c’è una piazza e una manifestazione che alza la bandiera dell’antifascismo noi dobbiamo esserci. Ma il Pd – attacca il leader di Articolo Uno – deve far cadere le ipocrisie». Duro anche l’ex leader di Sel, Nichi Vendola, sempre a margine dell’assemblea di Atlantico Live, secondo cui «l’antifascismo bisogna manifestarlo ogni giorno lottando per l’uguaglianza e contro le diseguaglianze». «Per combattere il fascismo in tutte le sue forme bisogna costruire le condizioni di una svolta totale e radicale. L’appello di Veltroni – conclude l’ex Governatore della Puglia – è perciò tardivo e indirizzato male». Ancora più diretto, l’ex Presidente del Consiglio, Massimo D’Alema che attacca frontalmente l’ex Sindaco di Roma e il Pd, osservando che il suo ex partito non riesce più a svolgere la funzione di «argine» al ritorno dello squadrismo. «Penso che ci si debba mobilitare contro i rigurgiti neofascisti che sono intollerabili: bisognerebbe domandarsi, e Veltroni non lo fa, come mai il Paese sia attraversato da questi rigurgiti». E a chi gli chiede se il Pd non è stato un argine, D’Alema replica secco: «evidentemente no».

Ti potrebbero interessare anche:

SCHEDA/ La PA cambia, più digitale e centralizzata
CROCETTA/ 2 - Dietro front del governatore, ma quale exit strategy onorevole. Non lascio
Linea Fi anti-Verdini, no riforme. Cambiare Italicum
Sanità, è rissa. Governo: no stop all'aumento delle tasse in Regioni con deficit
COMUNALI/ Napoli, Lettieri, candidato del Movimento Civico
Ultimi snodi pensioni, martedì la stretta governo-sindacati



wordpress stat