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SICILIA/ diritto alla salutenegato, “crociata” del Codacons contro leliste d’attesa

Antonio Fiasconaro

Nella sanità siciliana le lunghe liste di attesa non solo sono un disagio, ma soprattutto una mortificazione per tutti quei cittadini che pagano le tasse. Ancora oggi, mentre il 2017 si appresta ad andare in “soffitta” nell’Isola la salute dei cittadini è sempre più un diritto quasi… negato.

Il Codacons, attraverso il segretario nazionale Francesco Tanasi ha deciso ancora una volta di fare la “crociata” contro le lunghe, ed a volte, estenunati liste di attesa non solo per la diagnostica ma anche per la specialistica.

Tra i problemi maggiormente lamentati, come denuncia Tanasi, c’è quello ormai incancrenito delle lunghe liste d’attesa nelle aziende sanitarie provinciali e Ospedali, che costringono i cittadini a scegliere tra il non curarsi e il pagare, anche se esenti, le prestazioni sanitarie privatamente.

«In Sicilia – sottolinea il segretario nazionale del Codacons – le attese per una mammografia, ecografia, gastroscopia, risonanza o per un elettrocardiogramma, per una visita oculistica, sono troppo lunghe e bisogna considerare l’impossibilità di moltissime famiglie siciliane nel far fronte, a proprie spese, a controlli o visite specifiche presso strutture private. Questo disagio si trasforma, nella maggior parte dei casi, nella rinuncia alla prevenzione, con effetti negativi sulla salute pubblica».

Ed ancora Tanasi: «In Sicilia il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana, viene molto spesso negato dalle assurde lungaggini della sanità pubblica siciliana. E’ impensabile, infatti, che per esami importanti si debba aspettare molti mesi se non addirittura un anno con evidenti danni esistenziali per i cittadini che necessitano di controlli medici. Proprio perché le lamentele in questo senso sono davvero numerosissime agiremo con celerità per trovare delle risposte. Chiediamo dunque al neo assessore regionale della Salute Ruggero Razza di verificare la gravità della situazione in tutta la regione con ispezioni a tappeto e di predisporre urgenti misure di rettifica».

Il problema delle attese coinvolge, infine, coinvolge com’è noto da sempre, anche il pronto soccorso, che dovrebbe essere il primo presidio di emergenza a prestare aiuto tempestivo ai cittadini e che si trasforma, invece, quasi sempre in una sala d’attesa, dove per ore ed ore i cittadini sono costretti a dover imprecare qualche santo in paradiso per avere assicurata l’assistenza in tempi brevi. Ma non è mai così. Ormai ci sono aree di emergenza in Sicilia dove le attese per un codice verde oscillano tra le 7 e le 12 ore. E’ possibile? Ai posteri, come si dice spesso in questi casi, l’ardua sentenza…

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