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IL PERSONAGGIO/ Calenda il predestinato

Di Carlo Rebecchi

Si definisce « un liberale ». Da tre anni e’ però ministro in governi di sinistra – oggi in quello di Paolo Gentiloni, dopo essere transitato in quelli di Enrico Letta e Matteo Renzi – per i collaboratori piu vicini a Silvio Berlusconi potrebbe essere « il nostro Macron », cioè il futuro premier di un governo con la partecipazione del centrodestra. E però, dato che per chi vuole il potere non ci sono soltanto i destini nazionali ma possono essere importanti anche quelli territoriali, il suo nome circola sottotraccia, da tempo, pure per la carica di sindaco di Roma: ovviamente « per servizio », e soltanto se Virginia Raggi dovesse essere rinviata a giudizio, nelle prossime settimane, nell’ambito dell’inchiesta della magistratura sui pasticci che la « cinquestellina » ha combinato in tema di nomine capitoline. Il nome di questo « lui » , di appena 44 anni e che in soli quattro anni ha ottenuto risultati che i più non raggiungono nemmeno in vent’anni di carriera, è Carlo Calenda. Un nome a cui i romani hanno cominciato a prestare attenzione da un paio di mesi, da quando cioè come ministro per lo sviluppo economico ha lanciato insieme con la sindaca Raggi e il mondo imprenditoriale della Capitale « un tavolo per Roma » che, è cronaca di qualche giorno fa, mette a disposizione della disastrata Città Eterna un miliardo e 256 milioni di euro.

Ma quali meriti sono valsi a Carlo Calenda – nato a Roma, figlio della regista Cristina Comencini, da bambino un ruolo nel « Pinocchio » diretto dal nonno Luigi Comencini, papà a 17 anni – la serie di incarichi politici e l’aprirsi di tante prospettive ancora piu brillanti ? Ad oggi, secondo buona parte degli osservatori, non è chiaro. Ma un punto, quello base, è evidente. Carlo Calenda è stato accolto nel « Palazzo » anche per quelli che potremmo chiamare « motivi ambientali », cioè il quartiere Parioli da cui proviene. I Comencini sono ricchi e famosi, in famiglia ci sono quarti di nobiltà e ottime amicizie. Il giovane Calenda frequenta il Mamiani e La Sapienza. Si avvicina al PCI-PDS che però abbandona subito, poi entra nell’orbita di Luca Cordero di Montezemolo, che segue prima alla Ferrari e poi in Confindustria. Con Montezemolo, il pariolino Calenda si incammina anche sulla via della politica partecipando al progetto « Italia Futura », e dopo il fallimento di questa iniziativa, si presenta poi alle elezioni nella « lista Monti », ma non viene eletto. L’ex premier bocconiano dura poco. Nasce il governo di Enrico Letta e Calenda viene imbarcato come ministro dello sviluppo economico. E conserverà poi quella poltrona, eccezion fatta per un breve periodo come rappresentante dell’Italia a Bruxelles, con i governi Renzi e Gentiloni.

Leale con Renzi e Gentiloni, ma decisamente teso alla ricerca di una propria via. Lo dimostrano certe sue prese di distanza, per esempio, da Matteo Renzi : e qualcosa vorrà pur dire il fatto che dopo aver annunciato la propria iscrizione al PD non vi ha dato seguito. I contrasti con il segretario del PD riguardano la « voglia di elezioni » di Renzi un anno fa ; la vicenda dell’Ilva, sulla quale il « silenzio eclatante » dell’ex premier ha messo in pericolo l’accordo Arcelor Mittal con il rischio di affondare un investimento da quattro miliardi di mezzo ; l’attacco del francese Vincent Bollore’ a Mediaset, in cui ha spìnto il governo a difendere l’azienda di Berluscini. « Si smarca dalla sinistra di cui fa parte perché ha capito che con il nuovo sistema elettorale potra’ giocare su piu tavoli al centro e a destra » dice piu d’uno. L’interesse di Forza Italia per questo quarantenne brillante, bravo con le lingue e con o ttime frequentazioni era noto. E’ stato il presidente di Mediaset e amico fraterno di Berlusconi, Fedele Confalonieri, a dire che « sarebbe il nostro Macron ideale ». Non il solo a parlarne bene : « chi sa » dice che anche l’eminenza grigia sempre a fianco dell’uomo di Arcore, Gianni Letta, e il neopresidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, vedrebbero di buon occhio Calenda a capo di un governo FI-PS capace di sbarrare la strada al M5S di Beppe Grillo.

Nessuno oggi può dire se la strada di Calenda sarà questa. E qualcuno gli attribuisce un « piano B » : diventare sindaco di Roma. Come si sa, quando a capo del governo c’era Renzi Roma era l’esempio di tutti i mali dell’Italia, e per questo lui – e lo sottolineava – se ne teneva lontano. Negli ultimi mesi le cose sono cambiate. Un poco, sicuramente, perchè si avvicinano le elezioni politiche e un governo non può lasciare affondare la propria Capitale come sta accandendo per Roma. Ma qualcuno vede nella sollecitudine con la quale il ministro Calenda ha trovato per Roma soldi che fino a poco tempo fa, con Renzi premier, si era detto che non c’erano, una traccia di interesse personale : l’opportunità , se le vie verso il nuovo governo postelettorale dovessero essere sbarrate, di puntare al Campidoglio. La scadenza naturale della consiliatura è ancora lontana, ma non è mai troppo presto per acquisire consensi. Attorno al « tavolo per Roma » che sta partendo Calenda ha dalla sua gli imprenditori che rappresentano il « motore produttivo » della Capitale. Il che non è poco.

Tutti hanno potuto osservare poi come Calenda, attorno all’organizzazione del « tavolo per Roma », abbia ingaggiato un vero e proprio « duello » con la sindaca, da lui definita tra le altre cose « una spettatrice assente » e « una turista per caso ». Incapace, ha fatto capire, di governare una città la Capitale. Che il ministro sia eventualmente interessato a diventare il « primo cittadino » della capitale lo hanno capito in molti – sbagliando ? – e la prova ne è che un quotidiano romano ha addirittura organizzato tra i suoi elettori un sondaggio per vedere come la pensa la gente : il 67% di chi ha espresso la propria opinione ha risposto con un « si » il 33% con un « no ». E poi, non è del tutto sicuro che la consiliatura giunga alla sua fine naturale. Se in gennaio Virginia Raggi dovesse essere rinviata a giudizio per la « vicenda nomine » si dovrebbe tornare alle urne. E un candidato che si presenti con le carte che ha in mano oggi Calenda sarebbe sicuramente da mettere tra i favoriti.

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