| categoria: Dall'interno, Senza categoria

ORGOGLIO BORSALINO, ALESSANDRIA IN PIAZZA PER SUA AZIENDA

Il tam-tam è partito dai social network: «Hai un Borsalino? Indossalo sabato!». Detto e fatto, gli alessandrini si sono dati appuntamento in corso Roma, nel bel mezzo dello shopping natalizio, per esprimere solidarietà ai lavoratori della storica azienda di cappelli fallita nei giorni scorsi. E per manifestare tutto l’orgoglio di vivere nella città che ha inventato il copricapo sinonimo dell’eccellenza produttiva italiana. Un modo originale per far sentire la propria voce dopo il rifiuto del concordato da parte del tribunale. «Marchio, azienda e fabbrica sono qui da 160 anni e devono rimanerci», è la convinzione del sindaco leghista Gianfranco Cuttica di Revigliasco, in prima fila al fianco dei 130 lavoratori Borsalino da cui è partita l’iniziativa. «Sono orgoglioso di vedere come la città si stia riconoscendo in questa importante rivendicazione», aggiunge il primo cittadino. In mano il cartello «#saveBorsalino» e, sulla testa, il cappello che ha saputo conquistare personaggi del calibro di Winston Churchill, Pancho Villa, Gabriele D’Annunzio e Ernest Hemingway. Le temperature sotto zero non scoraggiano gli alessandrini, che a centinaia si presentano davanti allo storico punto vendita dell’azienda per chiedere di non mettere fine a un pezzo importante della storia e dell’economia della città. «Realizziamo cappelli che vengono esportati in tutto il mondo», sottolinea Francesco Spera, da vent’anni alla Borsalino. Il Tribunale non ha accolto il piano di rilancio presentato dall’imprenditore svizzero Philippe Camperio, «ma l’azienda è sana, produce ed esporta», ricorda ancora Spera, pronto come gli altri lavoratori a credere nell’impegno del business elvetico che ha affittato il ramo d’azienda ed è proprietario del marchio. «Ci ha detto che vuole andare avanti e noi siamo con lui». Nel pomeriggio l’orgoglio Borsalino fa capolino anche al Moccagatta, in occasione della partita di serie C dell’Alessandria Calcio, che ha travolto 5-1 il Pontedera, i tifosi sugli spalti col prestigioso cappello sulla testa come mister Marcolini in panchina. «Lo porto da sempre, non potevo non farlo oggi», sostiene Gabriele, un sostenitore dei grigi; «noi invece l’abbiamo comprato per l’occasione», dicono Luciano e Francesco. E c’è anche chi non lo indossa, «non l’ho mai fatto», ma si dice «comunque al fianco dei lavoratori e orgoglioso di quanto questa azienda ha fatto per la città». Perché la Borsalino è Alessandria

Ti potrebbero interessare anche:

Papa Francesco ai sacerdoti: il prete deve sentire l'odore del gregge
Bufera su Infrastrutture Lombarde Appalti, arrestati due ex dirigenti
Parroco arrestato nel Ravennate per sesso con minori
Novara, uomo ucciso a coltellate dal figlio della compagna
CROCE ROSSA/ Al Senato raccolta firme per stop alla riforma
Verona, bambino di 5 anni si chiude in auto e muore



wordpress stat