| categoria: Dall'interno

Riconosciuta in Sicilia la professione del pizzaiolo. Esultano i maestri dell’arte della pizza

Antonio Fiasconaro
Stefano Catalano
Fare una pizza, una buona pizza, è diventato sempre un arte. Finalmente, anche in Sicilia c’è una svolta. E’ stato approvato il profilo professionale di pizzaiolo. Il decreto, firmato il 13 dicembre dall’assessore regionale della Formazione, Roberto Lagalla, definisce la professione nel modo più chiaro e dettagliato e apre un nuovo capitolo nel mondo della formazione.

La professione di pizzaiolo è ora, dunque, nel “Repertorio” delle qualificazioni della Regione Siciliana: il profilo è il più completo e apprezzato dai pizzaioli italiani, che mirano al riconoscimento a livello nazionale secondo questa definizione.

«Siamo a una svolta – afferma Stefano Catalano, dirigente di Cifa Italia e coordinatore dell’Upi, Unione Pizzaioli Italiani -. Ai pizzaioli siciliani finalmente, grazie alla nostra associazione, sono riconosciuti anni di esperienza e di professionalità. Potranno essere avviati anche in Sicilia i corsi specifici per il conseguimento della qualifica di pizzaiolo: un requisito che è indispensabile per l’apertura di un’attività, oltre che per diventare dei pizzaioli professionisti. Il decreto della Regione Siciliana caratterizza il profilo con le peculiarità necessarie perché in futuro anche a livello europeo possa essergli attribuita una paternità esclusiva italiana. Il pizzaiolo siciliano non è, infatti, soltanto un operatore specializzato nella produzione di pizza e focacce ma opera sull’intero processo della lavorazione, dall’impasto al forno, “garantendo gli standard di qualità e gusto della tradizione italiana».

Stop alle improvvisazioni, dunque: per l’antico pane delle feste si profila un cammino di formazione e di ricerca, a ritroso nel tempo, che mira al recupero delle tradizioni, all’uso di prodotti tipici italiani, alla ricerca dei grani più pregiati che sono una caratteristica produttiva dell’agricoltura del Paese.

«Con il riconoscimento in Sicilia si colma un vuoto normativo e si delinea ancor meglio il valore identitario dell’arte della pizza – aggiunge Catalano – siamo grati al Comitato di valutazione e in particolare alla presidente, Teresa Ferlisi, che ha creduto sin dal principio alle ragioni sostenute dalla categoria. Il riconoscimento ci gratifica di tutto il lavoro svolto dall’Unione Italiana Pizzaioli nel valorizzare la professione di pizzaiolo, come professione a pari livello di altre della ristorazione».

Ti potrebbero interessare anche:

URBI ET ORBI/ Prima i disabili, i malati, i bambini. Poi i guai delle guerre. Le priorità di Papa Fr...
Pedofilia: abusi su minori, arrestato un sacerdote in Piemonte
Sbarco a Roccella Jonica, arrestati tre "scafisti"
“Il tritolo per Di Matteo è già a Palermo”
Bioshopper illegali, business eco-criminale da 40mila tonnellate
Franzoni non paga l'avvocato Taormina, condannata



wordpress stat