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Iran: ancora sangue. In sei giorni oltre 20 morti

NON SI FERMANO LE VIOLENZE IN IRAN, ALMENO 12 MORTI Khamenei accusa: caos provocato dai nemici
I nemici dell’Iran “hanno rafforzato l’alleanza per colpire le istituzioni islamiche” del Paese durante i recenti incidenti. Lo ha detto la Guida suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, nel primo intervento dall’inizio delle proteste. “Con i diversi strumenti come denaro, armi, politica e sistemi di sicurezza, i nemici hanno provato a minare il sistema”, ha aggiunto.
Nella dichiarazione sulla pagina web della Guida Suprema, Khamenei non ha menzionato nessun Paese straniero in particolare. “Parlerò al popolo dei recenti incidenti a tempo debito”, ha poi aggiunto la Guida suprema.

Nove persone sono state uccise nella notte tra lunedì e martedì nel corso delle proteste antigovernative in Iran: lo riporta la Tv di Stato del Paese.
Il bilancio delle vittime nei sei giorni di proteste in Iran sale così ad almeno 20. Secondo quanto riportato stamani dalla Tv di Stato, sei dimostranti sono stati uccisi durante un attacco a una stazione di polizia a Qahdarijan. Gli scontri, sempre secondo la Tv, sono iniziati quando i dimostranti hanno cercato di rubare armi dalla stazione di polizia. Inoltre, un ragazzino di 11 anni e un uomo di 20 sono stati uccisi a Khomeinishahr, mentre un membro della Guardia Rivoluzionaria iraniana e’ stato ucciso a Najafabad. Tutte queste località si trovano nella provincia centrale iraniana di Isfahan, circa 350 chilometri a sud di Teheran.

Ma il bilancio delle vittime è sempre piuttosto controverso. Per alcuni media statali sarebbero almeno 23.
Secondo i media statali, si contano due morti a Najafabad, nella provincia di Isfahan, e altri due a Khomeinishahr. Inoltre sei persone sono state uccise a Ghahderijan (Isfahan), tre a Tuiserkan (Hamedan) e tre a Izeh (Khuzestan). Ci sono state poi quattro vittime a Doroud (Lorestan) e tre a Shahinshahr (Isfahan).

Sono 450 i manifestanti arrestati da sabato scorso, 30 dicembre, per le proteste in Iran. Lo riferisce il vicegovernatore per la sicurezza di Teheran, Ali Ashgar Nasserbakht, citato dall’agenzia semiufficiale iraniana Ilna. Secondo questo bilancio, 200 persone sono state arrestate sabato, 150 domenica e 100 nella giornata di ieri. Le proteste contro il carovita, sfociate poi in manifestazioni antigovernative, sono cominciate giovedì 28 dicembre.

Il capo della Corte Rivoluzionaria della provincia di Teheran, Moussa Ghazanfarabad, ha detto che alcune delle persone arrestate durante le proteste nel Paese potrebbero essere accusate di ‘Muharebeh’ (guerra contro Dio), un reato che prevede la pena di morte.

Si allargano le proteste antigovernative in Iran ed aumentano anche il numero dei morti e l’intensità della violenza.

Una ragazza iraniana senza il velo che sventola il suo ‘hijab’ bianco nel mezzo di una strada affollata diventa il simbolo delle sanguinose proteste antigovernative che in questi giorni squarciano l’Iran. La donna, riporta la pagina Facebook My Stealthy Freedom di Masih Alinejad, l’attivista che si batte contro l’obbligo dell’ ‘hijab’, partecipava alla campagna ‘WhiteWednesdays’ ed è stata arrestata mercoledì scorso. Ma la sua sfida a Teheran, ripresa in un video amatoriale che ha già fatto il giro del cyberspazio e dei media, non si e’ fermata all’incrocio tra via Enghelab e via Abureihan della capitale: sempre secondo My Stealthy Freedom dal 27 dicembre, giorno del suo arresto, e’ emerso almeno un altro video di un’altra donna scoperta che sventola il suo ‘hijab’ in strada. Le proteste contro l”hijab’ coincidono con l’annuncio da parte delle autorità, la settimana scorsa, secondo cui le donne che non indossano il velo in pubblico non saranno più soggette all’arresto ma dovranno frequentare corsi sull’Islam.

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