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LA ROMA È SPARITA,LEZIONE ATALANTA ALL’OLIMPICO

Venti minuti di gran calcio bastano e avanzano all’Atalanta per spazzare via la Roma di questi tempi e regalarsi una meritatissima vittoria sul prato dell’Olimpico. Dopo il blitz al San Paolo in settimana, la squadra di Giampiero Gasperini maramaldeggia al di là del risultato (1-2) – e con tutto il secondo tempo in 10 uomini – anche contro la scompaginata formazione giallorossa che non vince ormai da 22 giorni e, quel che è peggio, si è pericolosamente involuta. Nel gioco, nei muscoli e negli uomini. Nessun alibi, nessuna giustificazione, nessuna Var che tenga stavolta per gli uomini di Di Francesco che incassano la terza sconfitta negli ultimi quattro incontri: l’Atalanta si riprende con gli interessi quanto seminato (e non raccolto) nella partita d’andata. Allora ai giallorossi bastò Kolarov, oggi non si salva nessuno. Imbarazzante Gonalons, spento Strootman, confusionario Pellegrini: con un linea mediana siffatta e senza De Rossi malconcio e Nainggolan in castigo (in tribuna tra Totti e Monchi e insultato a fine partita da piccolo gruppo di tifosi) era difficile tenere testa al centrocampo che Gasperini ha disegnato come un mosaico, dove tutte le pedine sono incastonate al posto giusto. Non traggano in errore i numeri che parlano di possesso palla, corner e contrasti vinti tutti in favore dei giallorossi: quando la manovra è spenta, abulica e senza sbocchi, restano solo numeri. La realtà ha detto ben altro, con i gol di Cornelius (una ‘sciccherià) e de Roon, frutto di giocate studiate a tavolino e che hanno trovato la complicità di un Fazio immobile (12′) e poi di un disorientato Florenzi (19’), oggi in bambola contro l’imprendibile Gomez. L’inizio del 2018 doveva segnare l’inversione di tendenza in casa giallorossa (9 punti in 6 gare), ma senza il ‘Ninjà e Ddr Di Francesco ha le scelte obbligate, con Gonalons tra Pellegrini e Strootman e davanti Dzeko, Perotti El Shaarawy. Gasperini non si fa influenzare dalle fatiche di coppa e conferma Cornelius spalla del ‘Papù, con Cristante, oggetto del desiderio anche della Roma, in panchina per un 3-4-1-2 asimmetrico che, come a Napoli, lascia il ‘Papù largo sulla sinistra, con il gigante danese a fare a sportellate con la difesa romanista e aprire varchi alle incursioni del centrocampista di turno. Un disegno tattico che funziona alla perfezione fino al 45’ quando de Roon si guadagna il secondo ‘giallò per uno sgambetto a Kolarov. Un episodio che fa infuriare Gasperini (espulso anche lui) e che cambia lo spartito: De Francesco inserisce Schick e vira al 4-2-4, Gasperini risponde con Petagna e Cristante per un abbottonatissimo 5-3-1. In avvio di ripresa l’Atalanta potrebbe chiudere il match, prima con un tiro di Gomez (parato da Alisson) e poi con un colpo di testa del nuovo entrato fuori di poco. La paura sveglia i giallorossi che indovinano con El Shaarawy il corridoio giusto per Dzeko che all’11’ riapre i giochi con un bel diagonale. Ma è solo un’illusione, perchè l’Atlanta è ormai tutta rintanata nella propria area (fuori anche Gomez per Masiello) e con la penuria di gol di questi tempi in casa Roma, il pareggio resta una chimera. Così come i sogni di vertice che si infrangono contro la faccia di Masiello a portiere battuto su tiro di El Shaarawy. Vince meritatamente l’Atalanta che aggancia la Samp al sesto posto, mentre la Roma scivola fuori dalla zona Champions e aspetta la sosta per riordinare le idee e, magari, mettere mano alla rosa sul mercato.

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