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In Puglia salgono a sei le vittime dell’influenza. Nel Paese +20% anziani al pronto soccorso

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Altre due persone, un 58enne e un 71enne, entrambi con gravi patologie pregresse e non sottoposte a vaccinazione antinfluenzale, si aggiungono alle quattro vittime pugliesi dell’influenza registrate fino al 5 gennaio scorso in Puglia. Dieci persone sono invece ricoverate in gravi condizioni. Sono i dati forniti dalla responsabile dell’Osservatorio epidemiologico regionale, prof.Cinzia Germinario, secondo la quale “il picco dei casi influenzali è atteso probabilmente per la prossima settimana; subito dopo dovrebbe cominciare la fase discendente”. Raffrontando il numero dei casi di influenza registrati nell’ultima settimana di dicembre 2017 (12 su 1000) con quelli dello stesso periodo del 2016 (8 su 1000), si evince – spiega Germinario – “che mai in Puglia, nemmeno con la pandemia influenzale del 2009, erano stati registrati tanti casi come quelli di quest’ultimo periodo. “Tuttavia – aggiunge – questo non deve creare allarmismo perché vi sono alcune regioni italiane in cui i casi influenzali sono maggiori di quelli registrati in Puglia”. Per quanto riguarda gli ultimi due decessi, forse la causa non è stata l’influenza, che ha comunque provocato un peggioramento della situazione di base essendo i pazienti affetti da altre gravi patologie.

Nel Paese +20% anziani al pronto soccorso, emergenza polmoniti
Dopo i bambini, è ora ‘emergenza anziani’ nei Pronto soccorso (Ps) italiani a causa dell’influenza: “I Ps stanno esplodendo e dal 31 dicembre stimiamo un aumento del 15-20% degli accessi anche per gli adulti e soprattutto per gli over-65, con un aumento notevole dei casi di polmonite tra gli anziani come complicanza della sindrome influenzale”. E’ il quadro dell’emergenza in atto tracciato dal presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Francesco Rocco Pugliese. In queste ore, ha affermato all’ANSA, “la situazione si conferma grave: dal nord al sud, soprattutto nelle grandi città, i Ps esplodono e ci sono pazienti in attesa nei corridoi e in ogni spazio libero. In alcune realtà delle grandi città, il numero delle persone in attesa nelle’area del Pronto soccorso supera addirittura le 100 unità”. Un ulteriore problema riguarda le barelle delle ambulanze: “In molti casi, specie nelle città, il paziente vi permane per mancanza di spazio al Ps e dunque – sottolinea Pugliese – l’ambulanza non può ripartire”.

Saranno almeno 5 milioni gli italiani che, secondo i virologi, si stima saranno colpiti dall’influenza nella stagione 2017-2018, soprattutto anziani e bambini, ed anche se l’imminente picco dei casi non si è ancora registrato le notizie provenienti da altri Paesi non lasciano ben sperare, con il cosiddetto ‘virus australiano’ che desta particolare preoccupazione. A mettere in guardia è il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell’Università di Milano e Direttore sanitario IRCCS Galeazzi, che ribadisce l’importanza della vaccinazione.

I dati dall’estero, rileva Pregliasco, sono preoccupanti: “In Australia, ad esempio, c’è stato un alto incremento della diffusione della malattia a causa del virus H3N2, con un aumento dei casi gravi rispetto agli anni precedenti e con oltre 50 morti, mentre in Gran Bretagna la prevalenza dello stesso virus, ancora poco diffuso in Italia, sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario per un boom di ricoveri”. Dunque, avverte, l’influenza non va sottovalutata poiché è la terza causa di morte fra le malattie infettive, dopo Tubercolosi e Aids, ed il 90% dei decessi si registra fra gli anziani. Inoltre, l’Italia è stata la prima nazione in Europa nella stagione 2016-2017 per decessi over 65 riconducibili al virus influenzale. In tal senso, il vaccino, che attualmente prevede la copertura per i virus A-H1N1, A-H3N2 e B, afferma, “costituisce un salvavita per le categorie più fragili: i bambini, gli over 65 e coloro che sono affetti da patologie croniche”. L’influenza, infatti, è ‘età-dipendente’: “Se è vero che il paziente anziano è maggiormente vulnerabile al virus di tipo A, il virus B ha un impatto relativamente maggiore nei bambini e negli adolescenti.
Una strategia vaccinale ottimale dovrebbe tener conto di questi aspetti epidemiologici. Gli anziani, anche se in buona salute, hanno una ridotta capacità di risposta ed è quindi importante scegliere per loro un vaccino in grado di potenziare la risposta immunitaria – afferma Pregliasco -. Nei vaccini adiuvati, oltre all’antigene, cioè quella sostanza che è propria dei batteri o dei virus verso la quale dobbiamo innescare la difesa, contiene anche altre sostanze adiuvanti, che aiutano il sistema immunitario a reagire in maniera più efficace alla presenza del virus”. Tutto ciò è stato confermato dalla ricerca scientifica, infatti il vaccino adiuvato viene utilizzato in circa 30 paesi, inclusi gli Stati Uniti. Ad oggi, secondo gli ultimi dati della rete Influnet dell’Istituto superiore di sanità, sono stati già colpiti 2 milioni di italiani, di cui 672mila nell’ultima settimana. La causa però, precisa Pregliasco, “non è solamente l’influenza vera e propria; infatti si stanno ancora registrando infezioni ad opera di virus ‘cugini’ o para-influenzali: sono 262 virus diversi che hanno sintomi meno pesanti ma che sono ugualmente debilitanti”. La vera influenza, sottolinea, “si riconosce perché causa la presenza contemporanea di tre fattori: febbre elevata, sintomi sistemici come dolori muscolari e sintomi respiratori o mal di gola. Questi sintomi perdurano per giorni e, nei soggetti più deboli, possono insorgere gravi complicanze”. Per tutte le altre patologie circolanti si parla di sindromi parainfluenzali, “ugualmente fastidiose – conclude – ma non pericolose come può essere l’influenza per alcune categorie”.

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