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Sul caso Spelacchio interviene l’Anac: “E’ costato quanto due alberi”

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sul caso Spelacchio, ora interviene anche l’Autorità anticorruzione. Dopo il falso smontaggio e il rimontaggio avvenuto mercoledì mattina, ora emerge che per l’albero di Natale di piazza Venezia, il Comune di Roma ha affidato il servizio grosso modo alla stessa cifra per la quale nel 2015 allestì due abeti. Inoltre nel corso degli ultimi tre anni il servizio di trasporto, posizionamento e rimozione dell’abete (che avverrà giovedì 11 gennaio) è stato sempre affidato alla stessa ditta, senza rispettare il principio di rotazione. Queste le principali criticità che sono state rilevate al termine di una verifica condotta dopo un esposto presentato all’Anac.

La tormentata vicenda dell’albero di Natale di Roma sembra non avere mai fine. Neppure ora che l’abete di piazza Venezia pare essere arrivato al termine della sua breve vita di oggetto di sfottò ma anche di calamita per messaggi di solidarietà e auguri da parte di romani e turisti. “Vi aspettiamo domani alle ore 19 per salutare Spelacchio”, ha scritto su Facebook l’assessore comunale all’Ambiente, Pinuccia Montanari.

Spelacchio sarà spento e rimosso, ma si continuerà a parlarne. Se non altro perché del caso si occupa appunto l’Autorità di Raffaele Cantone, che già nei giorni scorsi ha inviato tutta la documentazione a Roma Capitale chiedendo di fornire chiarimenti entro 30 giorni sul contratto e sulle spese. A presentare l’esposto, sempre a quanto si apprende, è stato il Codacons e da qui è scaturita l’attività di vigilanza con cui sono state esaminate le procedure di affidamento degli ultimi tre anni.

Nel 2015, per due alberi da circa 22 metri da posizionare in due zone della città tra cui piazza Venezia, l’affidamento del servizio di trasporto, posizionamento e successiva rimozione e smaltimento dei due alberi aveva un importo di partenza di 38 mila euro più oneri di sicurezza e Iva e se la aggiudicò la Ecofast Sistema con un ribasso intorno al 20%. Nel 2016, invece, la procedura riguardò un solo albero della stessa altezza ma si partì come base di gara da un importo molto più basso, di poco superiore agli 11mila euro più oneri e Iva, al punto che nessuna ditta rispose e molti segnalarono che la cifra era troppo esigua per il servizio richiesto.

Siccome Natale però era ormai alle porte, si decise per una procedura d’urgenza in affidamento diretto sempre alla Ecofast per una cifra di poco superiore ai 12mila euro più oneri e Iva comprensiva però solo del trasporto dal comune di provenienza e posizionamento.

Anche nel 2017, per il Natale che si è appena concluso, il servizio è andato, in trattativa diretta, allo stesso operatore economico

che lo aveva avuto nei due anni precedenti, e questo secondo Anac non è in linea con il principio di rotazione previsto dal codice degli appalti per le procedure sotto soglia.

La cifra a cui è stato affidato il servizio è stata di 37mila e 700 euro più oneri e Iva, la stessa posta a base di gara, senza ribasso. L’Anac rileva quindi che l’importo è pressoché identico a quello del 2015, quando però gli abeti erano due.

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