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Gentiloni contro Raggi “Scarsa efficienza. Comune riluttante”. La sindaca “Servono poteri, no chiacchiere”

“Siamo in campagna elettorale, quindi ricomincia a valere il principio secondo il quale ‘vince’ chi urla, offende e attacca l’avversario con buona pace dei programmi. Oggi è il turno di Gentiloni contro Raggi”. Non tarda ad arrivare la risposta della sindaca Virginia Raggi alle dichiarazioni di Gentiloni che, nel corso della Costituente per Roma promossa da Roberto Giachetti al Tempio di Adriano, ha attaccato frontalmente l’amministrazione capitolina.

“Ho chiesto più volte al premier che l’esecutivo si adoperasse finalmente per attuare la legge che nel 2010 ha istituito Roma Capitale – spiega Raggi – il governo non ha mai risposto. In genere, evito le polemiche ma non amo le falsità. Se Gentiloni è davvero in buona fede, come pare, si impegni sui decreti attuativi della legge per roma capitale. Per governare questa città servono i poteri che hanno tutte le altre grandi capitali d’europa e non chiacchiere prima del voto. Questa è la vera prospettiva di lungo periodo”.
“In questi mesi, come lui stesso sa bene, con alcuni ministri c’è stata una proficua collaborazione- conclude la sindaca- non ‘urlata’ in tv e giornali e che ha portato a buoni risultati per i cittadini. Spero che si mettano da parte polemiche giustificate soltanto dalla smania elettorale di qualcuno”.

L’AFFONDO DI GENTILONI. “Noi siamo il governo e non possiamo non avere uno spirito di collaborazione su Roma anche se talvolta questo aiuto è stato accolto con sospettosa riluttanza” aveva dichiarato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, descrivendo così i rapporti tra il Governo e la Capitale. “Il governo c’è, apprezza lo sforzo per dare alla città un respiro lungo e sollecita tutti ad avere per Roma l’ambizione universale che questa città merita”, ha proseguito il premier.

“Il governo non sta alla finestra e ha dato risposte alle crisi e alle difficoltà mostrate dalla capitale anche con il tavolo per Roma per il quale qualcuno ha alzato il sopracciglio. Noi siamo il governo e non possiamo non avere uno spirito di collaborazione”, per ciò che concerne la capitale d’Italia”. Il premier, che ha iniziato il suo intervento ringraziando “Roma bella”, ha lodato l’iniziativa di Giachetti con il quale, ha ricordato, collaboro da circa un quarto di secolo iniziando proprio dall’amministrazione capitolina con Rutelli.

L’ATTACCO DI CALENDA. “Io sono anche per istituzionalizzare il tavolo per Roma, io ci credo ancora ma i segnali finora non sono incoraggianti: io non ho un processo di lavoro, io materiamente non ho una controparte. Le risposte della sindaca sono ‘non vengo, forse mando qualcuno, non posso fare la delibera…'”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che ha chiesto a Raggi di “partecipare in prima persona, mettendoci capitale politico e di lavoro”. Altrimenti, avverte, “passa il cadavere della capitale molto prima di quello di chi la sta gestendo”.

LA RISPOSTA DEI 5S. “Gentiloni faccia il premier, non campagna elettorale. La loro efficienza a governare sono i 13 miliardi di debito lasciati. Le dichiarazioni di Gentiloni sono vergognose. L’efficienza di cui parla è per caso quella dimostrata negli scorsi decenni dai governi Pd? Quell’efficienza che ha portato Roma ad avere 13 miliardi di debito? Il premier la smetta di fare campagna elettorale. Anzi non perda tempo e nomini la Sindaca commissario del debito di Roma”. Così su Fb il capogruppo dei Cinque Stelle di Roma Paolo Ferrara.

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