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VITERBO- Stroncate rete di spacciatori banda dedita allo sfruttamento della prostituzione

WANDA CHERUBINI
Stroncata una rete di spacciatori ed un’organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione. L’importante operazione è stata illustrata questa mattina, presso gli uffici della Procura di Viterbo, dal Procuratore capo Paolo Auriemma, dal Comandante del comando provinciale dei Carabinieri di Viterbo, Giuseppe Palma, dal comandante del Carabinieri di Viterbo, Maggiore Egidio, dal Capitano Lombardo e dal Pm, dott. Stefano D’Arma.
L’indagine nasce su due filoni diversi, come sottolineato dal Procuratore Auriemma, che ha precisato: “Abbiamo voluto fare questa conferenza stampa per sottolineare che ci sono cose per noi di assoluta priorità in base alle linee direttive dell’Ufficio. Le priorità del territorio non possono non essere discusse con le Forze dell’Ordine con cui abbiamo collaborato in modo stretto. Il problema droga e dei gruppi criminali infiltrati che ci sono rappresentano una priorità assoluta.Questo problema non si limita al danno che fa la droga sul soggetto assuntore, quindi avendo risvolti sanitari, politici, sociali e giudiziari, ma nel momento in cui viene venduta ogni singola droga significa finanziare in modo diretto, anche se non consapevolmente, le realtà criminali che si radicano sul territorio. Questa inconsapevolezza ci preoccupa”.

Il procuratore ha poi aggiunto: “Speriamo che con l’arrivo dei tre nuovi giudici penali al tribunale si possa arrivare in tempi brevi alla
risoluzione degli arretrati ed a portare al dibattimento, sempre in tempi brevi, fatti come questi. Le indagini ci hanno portato ad accertare la cessione di cocaina e lo sfruttamento della prostituzione in un night di Viterbo”.

Il Colonnello Palma ha, quindi, spiegato come le indagini hanno anche visto la collaborazione dei Comandi provinciali di Perugia, Siena e Terni, dell’Ispettorato del Lavoro di Viterbo e delle unità cinofile di Roma. “Abbiamo acquistato un quadro probatorio nei confronti di queste persone, dove il comune denominatore era lo spaccio di cocaina e successivamente lo sfruttamento della prostituzione. Le indagini hanno portato alla luce una sorta di sistema basato sulle prestazioni sessuali a pagamento, dove una coppia, marito e moglie, lui di Montefiascone, lei russa, riuscivano ad ottenere guadagni considerevoli. Il tariffario andava in base alle ore che le ragazze passavano con i clienti e partiva da 50 euro per arrivare ad oltre 300 euro”.

Il dott. D’Arma ha aggiunto: “Sul fronte prostituzione ciò che mi ha colpito è che queste ragazze lavoravano al night con regolare contratto, ma poi alcune erano spinte a fare anche altro. L’ingresso di queste ragazze è regolato da alcune agenzie, sulle quali stiamo ancora indagando. Queste donne si trovano costrette dal sistema a fare qualcosa sempre di più sia per conservare il posto di lavoro sia per gli stipendi base che non sono sufficienti per vivere in maniera dignitosa”.

Il Maggiore Egidio ha precisato come le indagini siano partite a fine 2016 ed abbiano coinvolto l’Alta Tuscia, in particolare Castiglione in Teverina, Bagnoregio e le zone limitrofe come la Toscana e l’Umbria. A Castiglione in Teverina un soggetto Z.C. con la complicità di altri è divenuto un punto di riferimento di numerosi assuntori della zona e del vicino comprensorio orvietano, Z.G. a sua volta, si riforniva di stupefacenti da un macedone, E.A. che gravitava tra il Viterbese, l’Umbria e la confinante Toscana.

“Abbiamo acquisito le informazioni, le abbiamo riscontrare e rappresentate alla Magistratura. Da lì è partita l’indagine – ha affermato il Maggiore Egidio – In prima battuta abbiamo individuato una rete di spacciatori di cocaina dell’Alta Tuscia e zone limitrofe. Alcuni di questi soggetti coinvolti nel traffico di cocaina si incontravano in un night di Viterbo. I gestori di questo night , i coniugi M.E ed A.E., in maniera organizzata gestivano queste ragazze intrattenitrici, facendo in modo che alcune di loro si dedicassero anche alla prostituzione. I gestori le ospitavano anche in alcuni dei loro appartamenti ed una persona di fiducia, un viterbese, si occupava di prelevare le donne alla stazione ferroviaria al loro arrivo a Viterbo, di accompagnarle negli appartamenti e portarle ogni sera sul posto di lavoro. Il cliente individuava la donna ed il corrispettivo della prestazione sessuale veniva o direttamente corrisposto ai gestori o veniva dato alla donna che poi era obbligata a consegnare una parte sempre ai gestori del night.

La droga è stata, in particolare, alla base di un episodio increscioso: alcuni avventori, sotto l’effetto della cocaina, volevano costringere una ragazza ad avere rapporti sessuali con loro. Al rifuto della stessa, la donna è stata pesantemente malmenata, riuscendo però a fuggire a piedi dal night. Il giorno dopo, temendo che potesse denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine, è stata fatta imbarcare per l’Ucraina, suo paese di origine senza neanche ricevere alcuna cura medica per le lesioni riportate”.

La Procura della Repubblica di Viterbo ha chiesto così al Gip, dott.ssa Savina Poli, l’adozione della misura cautelare di sottoposizione agli arresti domiciliari nei confronti di sette persone: Z:G. di anni 50 residente a Castiglione in Teverina, pregiudicato, artigino; E.A, di anni 40, macedone, residente a Viterbo, operaio, pregiudicato; M.E. di anni 61, residente a Montefiascone, imprenditore, pregiudicato; S.G. di 39 anni, residente a Castiglione in Teverina; S.M. di 39 anni residente ad Orvieto, operaio; A.L. di 38 anni, macedone, residente a Montecchio (Terni), operaio; A.E. di 39 anni, russa, residente a Montefiascone. Quindi, in tutto 4 italiani, 2 macedoni ed una cittadina russa.

Le indagini continuano ora sulle agenzie con cui venivano reclutate queste ragazze. L’attività è stata coordinata dal dott. D’Arma, dal nucleo investigativo dei Carabinieri di Viterbo e dalla Compagnia dei Carabinieri di Viterbo, diretta dal Capitano Lombardi. L’operazione è stata chiamata “Birretta”, nome con il quale telefonicamente si indicava la droga da spacciare. Il night posto sotto sequestro è lo “Star night” del Poggino.

Sette sono gli indagati a piede libero.

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