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Napoli, baby gang accerchia i soldati sul Lungomare

AAuKR6vNuovo caso di violenza tra giovani a Napoli. Sabato sera sul Lungomare della città campana una baby gang, composta da una trentina di ragazzini, ha inseguito e picchiato tre coetanei, “colpevoli” di aver rivolto un sorriso di scherno a una ragazza del gruppo. Le vittime si sono rifugiate in una camionetta dell’Esercito ma il branco ha agito lo stesso aggredendoli e accerchiando i militari. La baby gang si è dileguata con l’arrivo dei carabinieri.

Sabato verso le 23.30, come ricostruisce il Corriere del Mezzogiorno, sul Lungomare di Napoli scatta il caos quando tre ragazzini rivolgono qualche frase di scherno, forse un sorriso di troppo, nei confronti di una giovane con una pelliccia rosa. La ragazza chiama a raccolta il suo nutrito gruppo di amici e li scaglia contro i tre malcapitati.

Comincia così l’inseguimento per le strade limitrofe. Le vittime fuggono verso la zona della “colonna spezzata”. Lì c’è una camionetta dell’Esercito con due militari di “strade sicure” con fucile d’assalto al collo. Il gruppo non si intimorisce e accerchia la camionetta. Mentre due di loro cercano di affrontare i militari, gli altri colpiscono i ragazzi più volte con pugni al volto. La tattica è quella di distrarre e colpire.

“Ti spezzo le gambe, ti ammazzo, non farti più vedere”, urla qualcuno. “Ti dobbiamo uccidere”, grida qualcun altro. I militari mantengono la calma e chiamano i rinforzi. I carabinieri arrivano in pochi attimi, ma uno della baby gang, rimasto di vedetta, lancia l’allarme e il branco si scioglie dissolvendosi in un istante.

I tre ragazzi, con evidenti ferite al volto per gli schiaffi e i pugni incassati, hanno poi raccontato: “Erano tanti, veramente non abbiamo fatto nulla”.

Nel Napoletano 17 rapine in 2 mesi: presi 7 componenti di una baby gang – Nel Napoletano i carabinieri hanno fermato una baby gang composta da 7 ragazzi, di cui 4 minorenni, accusata di avere commesso 17 rapine in due mesi. A notificare ai 7 le misure cautelari sono stati i carabinieri di Castello di Cisterna. Il gruppo “colpiva” nelle stazioni ferroviarie e nei pressi dei bar, utilizzando a turno una pistola giocattolo che usavano per minacciare i malcapitati e farsi consegnare il cellulare. Le loro vittime erano per lo più coetanei.

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