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Lombardi (M5s): S. Filippo Neri simbolo fallimento. Replica la Regione: non sa di cosa parla

“L’ospedale San Filippo Neri è un centro di alta specializzazione che da qualche anno a questa parte ha iniziato a subire un lento e progressivo da una parte declino, dall’altra cambiamento di natura. Il problema è che si continuano a fare investimenti nell’ammodernamento delle strutture, 27 milioni di euro, ma non si capisce quale sarà il suo futuro. Nel frattempo molte eccellenze sono venute a mancare, investimenti sono stati fatti come le sale parto ma nello stesso tempo si è tolta la terapia intensiva neonatale. Da una parte si spinge in una direzione dall’altra si toglie”. Così in un video su Facebook Roberta Lombardi, candidata del M5s alla presidenza della regione Lazio al termine di una visita all’ospedale romano San Filippo Neri, rilevando che il destino dell’ospedale “è contraddittorio e la politica sanitaria zingarettiana è fallimentare”.
Dispiace constatare per l’ennesima volta che Roberta Lombardi parla di qualcosa di cui non conosce affatto dati e notizie, arrivando a disprezzare un ospedale pubblico, il San Filippo Neri che rappresenta invece una delle eccellenze del Lazio. Questa volta la deputata M5S emette giudizi negativi sul San Filippo Neri, nosocomio che in questi ultimi anni è stato rivitalizzato dalla Regione Lazio e che proprio per gli investimenti effettuati ha migliorato i servizi offerti registrando performance di rilievo”. Così in una nota la regione Lazio.

“L’ospedale romano infatti è la prima struttura del Lazio per il trattamento dell’infarto entro i 90 minuti: i dati del primo semestre del 2017 hanno registrato un balzo di oltre 20 punti (superando l’80%) per quanto riguarda il trattamento dei ricoverati per infarto acuto del miocardio, il cui intervento viene eseguito entro i 90 minuti dall’accesso (fattore determinante per la sopravvivenza del paziente infartuato)”.

“Il San Filippo Neri, inoltre, registra performance di alto livello anche per quanto riguarda la frattura del collo del femore il cui intervento va effettuato entro i due giorni dal ricovero dei pazienti (in prevalenza statisticamente anziani) al fine di consentire il pieno recupero dell’arto lesionato. L’Ospedale è infatti il secondo presidio regionale (dati del primo semestre 2017) con oltre l’80% dei trattamenti effettuati secondo i tempi stabiliti. Si informa infine la deputata che in un anno sono state 1.000 le donne che hanno deciso di partorire in questo ospedale in grado di garantire alle future mamme la massima sicurezza e i migliori servizi (con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente grazie alle nuove sale parto), e che inoltre sono stati registrati oltre 14mila ricoveri con 100mila giornate di degenza nel 2016, di cui il 5,3% sono residenti fuori regione a dimostrazione della capacità attrattiva del presidio pubblico e della professionalità di medici e infermieri”, conclude la regione.

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