| categoria: esteri

BATTAGLIA SULLO SHUTDOWN,TRUMP VUOLE CAMBIARE LE REGOLE

Per superare l’impasse, si cambino le regole. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump evoca ‘l’opzione nuclearè per revocare lo shutdown, la chiusura dell’amministrazione federale scattata alla mezzanotte di sabato dopo che un accordo fra democratici e repubblicani, dapprima creduto possibile, è saltato anche per l’intransigenza dello stesso presidente. Con questa grana, e sotto il segno dello scontro, è cominciato il secondo anno di Trump alla Casa Bianca. Che lo ha tenuto lontano dalla festa per l’anniversario nel resort di sua proprietà a Mar-a-Lago e che adesso rischia di far saltare anche la sua partecipazione al World Economic Forum di Davos: è in forse, ha confermato il direttore per il budget alla Casa Bianca Mick Mulvaney, «si procede giorno per giorno». E allora si cambi, dice Trump ai repubblicani, inviando il suo messaggio via Twitter: «Si punti al 51% (Opzione Nucleare) e si voti per un vero e duraturo testo sul bilancio». Ovvero si cambino le regole di voto al Senato per l’approvazione del provvedimento sul bilancio del governo federale, che secondo le regole in vigore richiede una maggioranza di 60 voti al Senato su 100. Sarebbe però una forzatura istituzionale, si sottolinea da più parti, un intervento di natura eccezionale possibile in alcune circostanze (si scelse ‘l’opzione nuclearè lo scorso aprile per superare l’opposizione dei democratici al Senato sulla conferma del giudice della Corte Suprema Neil Gorsuch). In questo caso, però, altererebbe gli equilibri istituzionali che dettano alcune garanzie per l’azione della minoranza al Senato, osservano esperti di entrambe le parti politiche. E allora la corsa contro il tempo per revocare lo shutdown in tempo per l’inizio della settimana lavorativa torna in aula al Senato, riunito nuovamente oggi dove continua lo scaricabarile, mentre prosegue il lavoro dietro le quinte per limare un accordo, con le parti che però restano ancora lontane. Il leader della maggioranza repubblicana al Senato Mitch McConnell promette che ci sarà presto un nuovo voto, entro la scadenza quindi dell’una del mattino di lunedì (ora di Washington), «se non prima». Ma dato il braccio di ferro, dal punto di vista repubblicano potrebbe trattarsi – stando a indiscrezioni – di una soluzione temporanea, per ‘riaprirè il governo fino ai primi di febbraio e che non conterrebbe al momento un accordo sul piano per i ‘Dreamer’, come richiesto invece dai democratici. Lo shutdown «si poteva evitare», insiste McConnell, attribuendo ancora una volta ai democratici la responsabilità della crisi. È anche la linea ufficiale della Casa Bianca, che pure il vicepresidente Mike Pence ribadisce intervenendo dal Medio Oriente dove è in visita: incontrando le truppe americane dispiegate vicino alla frontiera siriana ha puntato anche lui il dito contro i democratici, accusandoli di «fare politica con le vostre paghe» e ha promesso che l’amministrazione farà in modo di riattivare quanto prima i servizi del governo federale, tra cui l’erogazione degli stipendi per i militari. Schumer – leader della minoranza democratica al Senato – non ci sta, e sposta l’attenzione su Trump: sua l’incapacità di negoziare, sua la responsabilità. «È lo shutdown di Trump», ribadisce, che si è tirato indietro quando l’accordo che sembrava cosa fatta. «In questo – ha detto – sono d’accordo con il leader della maggioranza McConnell: lo shutdown di Trump si poteva evitare

Ti potrebbero interessare anche:

Arriva il rapporto bomba del congresso sulle torture della Cia
Renzi chiude il semestre, da Parigi una nuova identità alla Ue
Messico, paese al voto. Tensioni e violenze al sud
Renzi in Israele e Palestina vedrà Netanyahu e Abu Mazen
Vaticano-Cina, nuovi segni di disgel. La Tvc dà un servizio sul Papa
Iraq pronto ad accogliere raid russi, "benvenuti"



wordpress stat