| categoria: editoriale

La “vendetta” di Macerata e l’emergenza migranti

Attribuire una valenza politica alla terribile vicenda di Macerata o considerare il fatto e il suo protagonista come variabili impazzita di un’Italia sempre più preda di un disagio mentale e sociale che non si riesce a gestire? La questione è seria, soprattutto perché si inserisce in una complicata campagna elettorale. Possibile che un giovane fortemente orientato verso una destra nazista e i suoi simboli più estremi perda la testa dopo aver conosciuto i particolari del drammatico omicidio di Pamela, uccisa e tagliata a pezzi da un nigeriano, prenda la pistola e dia vita ad una folle caccia allo straniero? Possibile, è accaduto. Ma le deviazioni del fenomeno dell’immigrazione in Italia sono ragione sufficiente per una “vendetta” indiscriminata? Certo che no. Parrebbe più roba da Centro di Igiene Mentale e ci si chiede se il soggetto in questione non abbia già dato segni di squilibrio e in caso affermativo perché nessuno abbia preso provvedimenti Ma quello della salute mentale è un problema irrisolto nel nostro paese, meglio buttarla in politica. Ed ecco che Salvini accende la miccia, tirandosi dietro tutti gli avversari. Certo,c’è troppa ipocrisia sulla immigrazione, il 43 per cento dei detenuti è straniero. La mappa della tensioner è a macchia di leopardo, in alcune aree la presenza dei migranti risulta insopportabile e pericolosa, in altre passa quasi inosservata. Ha ragione per una volta il premier Gentiloni, l’escalation di odio e di violenza fa fermata. Ma va anche detto che il governo non ha fatto molto per cambiare la situazione. E allora beviamo l’amaro calice fino in fondo.

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