| categoria: sanità

IL CASO/ ALLA SCOPERTA DELLE INCONGRUENZE DELLA CASSA DEI GIORNALISTI ITALIANI

Dal 2010 l’assicurazione integrativa sanitaria dei Giornalisti è iscritta all’Anagrafe dei Fondi Sanitari sotto la competenza del Ministero della Salute ma le informazioni ai soci sono poche e ambigue. La trappola dei profili 2,3,4 è finalmente spiegata: solo dopo essersi iscritti on line si scopre di non essere liberi di recedere alla scadenza di un anno. Il socio è obbligato a pagare quote per oltre 6600 euro in tre anni. E la Legge Bersani? Non rispettata. I rimborsi sanitari? Una favola, a conti fatti i nuovi profili servono a fare cassa. Intanto il presidente Cerrato non risponde alle nostra richiesta di chiarimenti

ANTEPRIMA/ ARTICOLO IN EDICOLA A ROMA SABATO 10 FEBBRAIO 2018 ALL’INTERNO DE IL NUOVO CORRIERE DI ROMA E DEL LAZIO (Le Cronache Nazionali)

Di Giuseppe Cecchini

Daniele Maria Cerrato, presidente Casagit dal 2017

Daniele Maria Cerrato, presidente Casagit dal 2017

La Casagit, Cassa autonoma di assistenza integrativa dei Giornalisti italiani, è un’assicurazione integrativa che copre le spese sanitarie. Secondo quanto affermato sul sito web www.casagit.it “E’ un’associazione privata senza scopo di lucro” che fu costituita per iniziativa del sindacato di categoria nel 1974. Ma dal 2010 è iscritta all’Anagrafe dei Fondi Sanitari sotto la competenza del Ministero della Salute. Questo significa adempimenti e obblighi. Uno tra tutti: trasparenza degli atti e dei bilanci. Addirittura non compare nemmeno il nome del direttore generale, Francesco Matteoli, ma si sa che ha 57 anni ed è laureato in giurisprudenza solo se si va alla ricerca con la parola chiave su Internet.

Vuoto assoluto anche sulle pagine dedicate all’agenda del cronista. Nella paginetta dedicata alla Casagit dell’Agenda del Giornalista figura a malapena la faccia del presidente: Daniele M. Cerrato, sotto la quale vi è solo un elenco di alcuni vice, ma di indirizzi E-Mail di posta elettronica, numeri di telefono, segreteria, fax nemmeno l’ombra. Il giornalista-socio che vuole avere chiarimenti sul suo profilo, rimborsi, pagamenti delle rate, semplici informazioni o reclamare su rimborsi mai avvenuti (eventi non rari) ha due possibilità (purtroppo nell’era della comunicazione tecnologica 2.0 alla Casagit non ci sono ancora arrivati): si deve recare all’Eur (in macchina propria o con il taxi), precisamente in via Marocco, una sede più vicina a Pomezia che a Roma; oppure in piazza della Torretta in pieno centro.

Per raggiungerla è indispensabile prendere un Taxi (alla modica cifra di 45 euro a/r) o utilizzare la Metropolitana (forse un po’ più economico), scendendo alla fermata Spagna e facendosi a piedi (se è una bella giornata è anche piacevole) circa seicento metri. Se vogliamo essere seri questa è la realtà. In entrambi i casi la perdita di una mezza giornata di lavoro è assicurata. Non solo: l’apertura al pubblico è limitata a 4 ore e mezza al giorno per 5 giorni della settimana. Come gli uffici degli anni Settanta. Non è chiaro, però, perché quei dirigenti apicali non siano a disposizione dei soci per chiarimenti di una certa levatura, non possano neanche essere contattati da una segreteria, che pure avranno da qualche parte.

E’ un caso grave che chi è sotto la tutela di un Ministero diventi un mistero assoluto per la platea di un pubblico che paga cara un’assicurazione integrativa. Il caso più grottesco è quello dei nuovi profili (2,3,4) pubblicizzati sul sito Casagit e aperti all’iscrizione on line (per acquisire un “cliente” guarda caso la piattaforma 2.0 è utilissima, altroché). Peccato che mentre si pensa alle gioie del rimborso delle spese sanitarie l’iscrizione non garantisce nessuna informazione completa di ciò che si può avere a titolo di rientro della spesa sanitaria. Sul web della Cassa le informazioni sono superficiali.

Potremmo definirle una trappola – è proprio così – che scatta quando non si è a conoscenza che ciò che si sta per firmare virtualmente (ricordiamo: la procedura on line è accettazione delle regole, statuti e quant’altro solo digitale) blocca il futuro iscritto per tre anni di seguito. Incredibile ma vero, il sito non è chiaro su questo aspetto. Nell’elencare le bellezze dell’assicurazione scrive in modo ambiguo: “la quota contributiva è bloccata per 3 anni” il che si traduce che non ci saranno aumenti per il prossimo triennio no che non potrai recedere prima. Ecco dunque spiegata la trappola. Dobbiamo tirare le somme: il Regolamento Casagit non si attiene all’ordinamento giuridico di questo Paese ma detta nuove norme? Quelle del Parlamento Italiano non valgono? Quindi non vale la legge Bersani che consente il recesso annuale dal contratto con preavviso di 60 giorni? Volevamo conoscere l’opinione del presidente Casagit, Daniele M. Cerrato, sulla questione, che abbiamo contattato non senza pochi sforzi, ma ci ha raggiunto un silenzio imbarazzante. Andremo avanti su quello che definiamo fin d’ora lo scandalo dei pseudo rimborsi della cassa autonoma dei giornalisti.

DIRITTO DI REPLICA DI CASAGIT
Il direttore Generale Francesco Matteoli risponde alle critiche dell’articolo di cui sopra. La pubblicazione anche su RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO pagina Home di wwww.online-news.it qui cliccare sul seguente Link:

CASAGIT, DIRITTO DI REPLICA E LA RISPOSTA DEL DIRETTORE

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