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Sanremo, Meta Moro e metà Baglioni

Si era capito fin dalle prime battute, Meta e Moro avrebbero vinto il Festival di Sanremo. A dire il vero si scommetteva anche che il giovane Ultimo avrebbe avuto il premio per gli esordienti. Non poteva non essere premiata la ottantatreenne Ornella Vanoni, e non poteva mancare il riconoscimento alla canzone postuma di Dalla cantata dal suo antico “delfino” Ron. E così è stato. Per il resto una noia mortale. Canzoni mediocri, siparietti in alcuni casi brillanti, ospiti così e così, fatta eccezione per Fiorello, Pausini e Virginia Raffaele. Brava la Huntzinger, bravo Savino. Ma la rivelazione sotto tutti i punti di vista è stato Claudio Baglioni, l’uomo ovunque della strada. Ci ricorda la vecchia trasmissione “Anima mia” di Fabio Fazio non sarà rimasto stupito del tutto. Anche allora Baglioni aveva recitato alla perfezione la parte. Ma a San Remo è stato veramente risolutivo. La musica è stata la sua, come ha detto qualcuno è stato un lungo concerto di Baglioni interrotto qua e là da canzoni e siparietti. L’Italia degli ultimi cinquant’anni è cresciuta con le canzoni del cantante romano, alcune mitiche, scolpite nella memoria, dal Piccolo grande amore a Poster, ad “Avrai” cantata con passione nella serata finale. La performance di Baglioni, cantante, attore, presentatore, direttore, ha stupito l’Italia televisiva, ha garantito share lunari e giustifica il titolo di questo commento. Metà del festival di Sanremo edizione 2018 è sua, gli appartiene di diritto. E’ nata una stella televisiva? Certo l’onda lunga del festival sarà tutta sua. Una piccola considerazione a margine. A Sanremo in quota Tim c’era anche Mina. Forse non tutti ci hanno fatto caso, ma ha cantato anche lei.

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