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VOTO UTILE E PROGRAMMI, ALTA TENSIONE RENZI-SINISTRA

Voto utile, programmi, larghe intese: all’indomani delle tensioni sulle manifestazioni anti-razziste in risposta ai fatti di Macerata è ancora polemica tra Matteo Renzi e la sinistra di Liberi e Uguali. «Chi vota il partito di D’Alema avvicina Salvini al governo di questo paese. Se pensate che la destra sia il pericolo non si dà un voto di testimonianza», attacca il segretario Pd da Perugia. «Renzi usa il solito ritornello perché ha paura, chi lo vota, vota le larghe intese. Leu oggi era in piazza contro il razzismo», è la secca replica del leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso dalla Sicilia. Ma il botta e risposta tra i Dem e la sinistra è pressoché totale, si concretizza nella presenza di Leu alle manifestazioni anti-fasciste di oggi e riguarda anche il post-voto. «Se Fi e il Pd parlano di andare a nuove elezioni significa che hanno preso atto del fallimento del piano per fare un governo insieme che passava dalla legge elettorale», sottolinea Grasso, facendo riferimento a quel Rosatellum che, secondo la sinistra, è stato concepito come strumento per un governissimo. E Grasso, su un ipotetico esecutivo con la partecipazione di Leu, frena: «siamo aperti al dialogo ma con chi condivide i valori della sinistra». Da Perugia, invece, Renzi non si sofferma sul post-voto ma sull’obiettivo del Pd: «essere il primo partito e il primo gruppo parlamentare». Obiettivo che, per l’ex premier, è a portata di mano se «il partito si scrolla di dosso la paura», e che permetterebbe ai Dem di gestire le consultazioni di governo da una posizione certamente privilegiata. Se Renzi spinge il Pd a fare da traino alla coalizione di centrosinistra è invece Paolo Gentiloni. Il premier, dopo aver partecipato al lancio del programma di «+Europa con Emma Bonino», domani sarà alla presentazione di Civica Popolare, la lista guidata da Beatrice Lorenzin. Lo scopo è quello di capitalizzare il gradimento di cui gode Gentiloni mai così alto come in questi giorni, secondo i sondaggi che girano tra i Dem. E, sempre le stesse rilevazioni, mostrano un altro dato «sensibile»: Gentiloni, come premier, è apprezzato dal 67% degli elettori di Leu e dal 36% di quelli di FI. Anche per questo, se Renzi girerà l’Italia (e la Toscana) puntando a portare il Pd in prima posizione, Gentiloni e i ministri del governo – come Pier Carlo Padoan o Marco Minniti – saranno ugualmente in campo. Il titolare del Viminale terrà proprio con Renzi un’iniziativa sulla sicurezza a Firenze lunedì mentre venerdì prossimo il premier lancerà la sua candidatura con il suo ex leader (ai tempi della Margherita) Francesco Rutelli e il ministro Carlo Calenda. «Con Roma», il titolo dell’evento. Un titolo che è anche una risposta agli attacchi dei giorni scorsi della sindaca M5S Virginia Raggi.

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